'Ndrangheta, la Corte d’Appello conferma le condanne per il maxi traffico di cocaina (NOMI)
La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato gran parte delle condanne emesse in primo grado nel processo “Nuova Narcos Europea”, nato da una maxi indagine della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, avviata dopo il sequestro di 537 chili di cocaina purissima interrati in contrada Sovereto a Gioia Tauro. L’inchiesta, che nel novembre 2021 aveva portato all’arresto di 36 persone, ha fatto luce su un sistema criminale con contatti diretti con i cartelli sudamericani, chimici colombiani e peruviani ospitati in Calabria e palombari impiegati per operazioni in mare.
La Corte ha confermato le assoluzioni di Francesco Pesce e Teodoro Crea, rigettando i ricorsi della Procura. Alcune pene sono state ridotte: Fabio Cioni ha ottenuto una condanna a 4 anni e 8 mesi rispetto ai 9 anni e 8 mesi iniziali; Domenico Ficarra è stato condannato a 3 anni e 6 mesi; Massimo Antonini ha visto confermata la pena di 9 anni e 8 mesi. Diversi imputati hanno rinunciato all’appello per beneficiare dello sconto di un sesto previsto dalla riforma Cartabia, tra cui Rocco Molè, condannato in primo grado a 20 anni, e Antonino Pesce, condannato a 6 anni e 8 mesi.
Le condanne confermate riguardano Mario Billi (9 anni), Antonio Campanella (5 anni e 4 mesi), Giuseppe Condello (19 anni e 8 mesi), Michele Condello (4 anni e 8 mesi), Salvatore Cosoleto (2 anni), Letterio De Pasquale (4 anni e 8 mesi), Girolamo Fazzari (8 anni e 6 mesi), Simone Ficarra (15 anni), Emanuele Fonti e Domenico Iaropoli (12 anni e 4 mesi ciascuno), Bruno Pisano (4 anni) e Giacomo Previte (16 anni e 2 mesi). Teodoro Crea e Domenico Ficarra sono stati scarcerati in seguito alle decisioni di secondo grado.
Secondo gli inquirenti, il gruppo agiva con modalità da holding criminale internazionale: si parla di un vero e proprio modello narco-imprenditoriale capace di eludere i controlli doganali, sfruttare il porto di Gioia Tauro e infiltrare circuiti economici legali. Gli imputati sono stati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, estorsione, porto illegale di armi, autoriciclaggio, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione.
