Regione diffidata dai suoi lavoratori, vogliono la stabilizzazione
Una diffida “ad adempiere alla stabilizzazione per i lavoratori della legge regionale 1/2014” è stata indirizzata alla Regione Calabria, e al presidente della Giunta regionale ed al dirigente generale del dipartimento lavoro, dai lavoratori riconosciuti “precari della Regione Calabria in attuazione della Legge regionale n. 1/2014”. La diffida, protocollata nei giorni scorsi è stata “inoltrata anche alle organizzazioni sindacali e, non già solo per mera conoscenza – è scritto - , ma con l’auspicio che la "fotografia" della reale situazione nella quale versano gli scriventi possa essere adeguatamente e dignitosamente tutelata nelle sedi istituzionali”. Al riguardo viene fatto presente che, “pur a seguito degli incontri con l’assessore al Lavoro, ed ancora, pur a seguito delle sollecitazioni manifestate dal Consiglio regionale che nei mesi addietro ha chiesto alla Giunta regionale ed all’assessore al Lavoro di porre fine alla condizione di precariato degli scriventi, non risulta l’adozione da parte della Amministrazione di alcuna concreta determinazione volta all’avvio di un effettivo iter teso al superamento della condizione di precariato”.
Accanto a questo viene fatto notare che “la situazione di disparità di trattamento assume una maggiore ed inaccettabile consistenza nella sua complessiva gravità laddove risulta agli scriventi che – a seguito di un accordo sindacale raggiunto nel mese di giugno 2019 - altri bacini – non aventi alcun titolo giuridico ai sensi della L.R. 1/2014 - sono stati inseriti in un percorso occupazionale”. A questo punto, “in assenza di un celere e fattivo riscontro”, i firmatari della diffida scrivono che “si vedranno costretti a dovere coinvolgere tutte le competenti Autorità al fine tutelare i propri diritti”. Questo anche in considerazione del fatto che alcuni lavoratri avviati alla stabilizzazione non hanno titolo giuridico ai sensi della sentenza del Tar Calabria n. 1983/2014.
