Arrestati a dicembre, il gup al termine del processo con rito abbreviato ha emesso tre condanne disponendo la revoca dell'obbligo di dimora

Il gup del Tribunale di Ivrea ha condannato Giovanni Nesci, 25 anni, di Sorianello, e Pasquale De Masi, 26 anni, pure lui di Sorianello, entrambi noti alle forze dell’ordine del Vibonese, a 2 anni e 8 mesi di reclusione a testa. Entrambi erano stati arrestati nel dicembre scorso e posti agli arresti domiciliari. In particolare, Nesci e De Masi erano accusati del reato di tentata estorsione ai danni di un piccolo imprenditore del Vercellese al quale i due avrebbero chiesto delle somme di denaro dopo averlo picchiato. Per indurre l’imprenditore a cedere alle richieste, i due vibonesi si sarebbero spacciati per sedicenti carabinieri. Condannata a 2 anni ed 8 mesi anche Djeri Suela, ragazza albanese di 29 anni, che secondo l'accusa sarebbe stata malmenata in precedenza dall'imprenditore. Per vendicarsi la ragazza avrebbe informato il fidanzato Pasquale De Masi il quale in compagnia di Giovanni Nesci avrebbe poi tentato un'estorsione ai danni dell'imprenditore. Il pm per i due vibonesi aveva chiesto una condanna a 4 anni ed 8 mesi a testa.

carabinieri cappello

Rientrato a Sorianello, Nesci era stato raggiunto dal provvedimento di carcerazione e posto agli arresti domiciliari. Stessa misura anche per De Masi. Tuttavia il gup ha revocato oggi per entrambi l'obbligo di dimora e pertanto i due vibonesi sono ritornati in libertà. Giovanni Nesci era assistito dall'avvocato Giuseppe Orecchio, mentre Pasquale De Masi era difeso dagli avvocati Belvedere e Loredana De Masi. Djeri Suela era invece assistita dall'avvocato Guido Cellerino. (g.b.)