Emozione, partecipazione e un forte richiamo ai valori universali della pace hanno caratterizzato la serata di presentazione del nuovo libro di Michele Petullà, Cenere e mandorli. Poesie per Gaza e per la Pace (Libritalia), ospitata nei giorni scorsi nella suggestiva cornice di Piazza Europa a Parghelia.
Un evento fortemente voluto dal Comune e dalla Pro loco, che hanno scelto di aprire uno spazio di riflessione oltre ogni appartenenza politica, consegnando alla comunità un momento di autentica cultura e di impegno civile.
Il titolo dell'opera racchiude due immagini potenti e complementari: la cenere, simbolo della distruzione che la guerra lascia dietro di sé, ma anche materia di rinascita; e i mandorli, alberi che fioriscono persino dopo i rigori dell'inverno, emblema di resilienza e speranza.
Attraverso i suoi versi, Petullà ha dato voce al dolore di Gaza e, più in generale, al dramma di tutti i popoli schiacciati dalla violenza, trasformando la poesia in ponte di dialogo e in strumento di resistenza umana.
Una piazza che si fa agorà
La cornice di Piazza Europa si è trasformata in una vera e propria agorà, capace di accogliere cittadini, lettori, amministratori e personalità del mondo religioso e culturale. Il pubblico, attento e partecipe, ha seguito con grande intensità le letture e le riflessioni dell'autore, trovando nei versi spunti per un confronto sul presente e sulla necessità di coltivare gesti concreti di pace.
La serata, coordinata da Gabriele Vallone, è stata arricchita dagli interventi di monsignor Giuseppe Fiorillo, parroco emerito del Duomo di Vibo Valentia, e del sindaco Antonio Landro, che hanno sottolineato come l'iniziativa abbia avuto il merito di restituire centralità alla parola poetica quale strumento di educazione, solidarietà e impegno.
Scrittore e saggista con alle spalle numerose pubblicazioni e prestigiosi riconoscimenti, Michele Petullà conferma con Cenere e mandorli la sua capacità di unire profondità lirica e urgenza etica. Non soltanto versi, dunque, ma un'opera che si pone come testimonianza e invito alla coscienza collettiva: ricordare che persino dalle macerie può nascere un futuro, se la memoria si fa seme e la parola si fa azione.
Quella di Parghelia è stata la prima tappa ufficiale di un percorso che porterà il libro in altre realtà culturali e civili. La scelta della cittadina costiera non è stata casuale: luogo di bellezza e di resistenza, ha offerto un contesto ideale per lanciare un messaggio universale di pace e solidarietà.
In una serata sospesa tra poesia e testimonianza, la voce di Michele Petullà ha saputo trasformare la cenere in terra fertile e i mandorli in promessa di futuro. Un invito, rivolto a tutti, a credere che la parola possa ancora generare pace.