Pd, caos sul congresso di Vibo. Claudia Gioia si ritira
A meno di due giorni dal voto, arriva una decisione shock che riguarda il congresso di Vibo. Si ritira dalla competizione Claudia Gioia, candidata da Stefano Luciano e Raffaele Mammoliti ed espressione del famoso accordo stretto intorno al tavolo con l'ex commissario regionale Stefano Graziano. "Ringrazio tutta la dirigenza del Partito Democratico e i suoi rappresentanti istituzionali che hanno richiesto la disponibilità della sottoscritta a guidare il circolo cittadino. Ma tale disponibilità, oggi, viene meno ed è rimessa nelle mani del Segretario Regionale Nicola Irto per ragioni di ordine politico ma anche per ragioni più propriamente tecniche.
Sotto il profilo politico, occorre evidenziare che la linea del partito era ed è quella dell’unità come requisito per attuare quel progetto di rigenerazione voluto dalla segreteria regionale. Ed è in funzione di tale linea che ritengo sia arrivato il momento della responsabilità per chi, per mere finalità personalistiche, mette a repentaglio la tenuta del partito cittadino".
"Appare chiaro che la presenza di una candidatura alternativa a quella indicata dal partito al circolo di Vibo, che non esprime la tanto ricercata novità, si pone in netto contrasto con lo spirito iniziale che era quello di darsi unitariamente una proiezione diversa rispetto al passato. Ne' appare possibile una sintesi fra le due liste rappresentando, queste ultime, due visioni alternative del ruolo e della funzione del partito in città".
"Quanto alle questioni tecniche basti evidenziare che mancano le condizioni oggettive per andare al voto. Ed infatti, è noto a tutti che sono state annullate oltre 200 tessere considerate dalla apposita commissione di garanzia irregolari, ma, ad oggi non si conoscono i rispettivi nominativi riconducibili a tali tessere e dunque non si ha la certezza che quest'ultimi siano stati cancellati dall'elenco degli iscritti con conseguente inibizione della facoltà di voto. Il ché non garantisce ovviamente un corretto svolgimento della competizione. Ma soprattutto, si è constatato, per come evidenziato dagli organi di informazione, che due membri della commissione di garanzia del congresso tra cui lo stesso Presidente, sono candidati nella lista alternativa a quella a sostegno della scrivente".
"Ciò fa perdere all'organo che avrebbe dovuto garantire il regolare svolgimento del tesseramento prima e del congresso dopo il necessario requisito della imparzialità. Mancano dunque le condizioni oggettive per affrontare un congresso cittadino in modo serio e regolare ed è per questo che intendo assumere momentaneamente le distanze da esso. In queste ore intensificherò i miei rapporti con i livelli provinciali e regionali del partito augurandomi che, chi oggi persegue l’obiettivo di distruggere il circolo di Vibo, possa fare un passo indietro".
