Gioia Tauro sede della nuova autorità portuale "Tirreno meridionale"
Il decreto del Governo conferma la leadership dello scalo calabrese al centro del Mediterraneo. La prossima settimana il via libera del Consiglio dei Ministri
di DOMENICO BILOTTA
Manca l'ufficialità, ma il decreto dice già tutto: la sede della nuova macro-autorità portuale del Tirreno meridionale disegnata dal Governo avrà sede a Gioia Tauro e non a Messina. Linee guida e nuovo assetto sono contenute nei decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione che arriverà in Consiglio dei ministri il prossimo 22 gennaio. In questa delicata materia, infatti, il Governo aveva avuto delega dal Parlamento. Ergo, con l’approvazione in CdM, la riforma sarà operativa e la mappa delle autorità portuali italiane appare già ridisegnata.
Il progetto. Gioia Tauro sarà capofila della macro area del Tirreno meridionale che accorperà gli scali Reggio Calabria, Vibo Valentia e anche Messina. Il progetto includerà i porti di Crotone, Palmi, Corigliano e Villa San Giovanni. E' passato, dunque, in tutto e per tutto la linea del ministro alle Infrastrutture Graziano Del Rio, con Gioia Tauro che dunque confermerà la sua leadership al centro del Mediterraneo.
Le reazioni. Un ulteriore conferma arriva da Enza Bruno Bossio, deputata del Partito democratico, ma anche componente della Commissione Trasporti. “Le polemiche che si svolgono intorno alla ipotesi di accorpamento di Messina a Gioia Tauro – afferma - in un’unica autorità portuale sono intempestive e strumentali. Sono polemiche pretestuose anche perché la leadership di Gioia Tauro è fuori discussione”. Per la Bruno Bossio non sarà Gioia Tauro ad essere inglobata a Messina, ma Messina ad essere accorpata alla Calabria. “In questo caso – aggiunge - intorno a Gioia Tauro si costituirebbe la più grande autorità portuale del Mezzogiorno. Tutto ciò rappresenta un indubbio vantaggio per l’area dello stretto e per l’intero sistema portuale calabrese”. Sulle stesse posizioni della parlamentare cosentina il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto. “Il porto di Gioia Tauro – afferma in una nota - rafforzerà il proprio ruolo guida nel bacino del Mediterraneo, sia nelle attività commerciali legate al transhipment, sia nell'ambito di un'ampia visione strategica che oggi più che mai lo pone al centro dell'interesse mondiale. Dobbiamo guardare al futuro con realismo, coraggio e fiducia». Per il capo dell'Assemblea di palazzo Campanella il dibattito su questa vicenda è stato condizionato da toni inutilmente polemici, fondati su presupposti non veritieri. “La leadership di Gioia Tauro, che sarà sede della nuova Autorità portuale, non è in discussione, anzi – sostiene Irto - è stata ampiamente riconosciuta insieme a quella dei porti di Palermo ed Augusta ai quali sarà affidata una funzione trainate per l'economia italiana. Tale leadership sarà ulteriormente rinsaldata dall'ampliamento delle competenze amministrative e territoriali, che si innesteranno anche sul principale sistema economico della futura Città metropolitana”.
Falso allarme. Smentite quindi da quanto scritto sul decreto l'allarmismo lanciato con una serie di note da diversi esponenti di centrodestra. Il deputato di Forza Italia Roberto Occhiuto aveva parlato di schiaffo alla Calabria e a Gioia Tauro mentre il consigliere regionale della Cdl Giuseppe Mangialavori aveva addirittura presentato una mozione a difesa dell'autonomia dell'autorità portuale calabrese.
