La Corte di Cassazione ha deciso di annullare con rinvio l'ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Catanzaro nel contesto del procedimento giudiziario denominato "Olimpo".

Questa ordinanza riguardava il sequestro preventivo dell'impresa di Paolo Ripepi, un individuo di 58 anni residente a Ricadi, difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio del Foro di Vibo Valentia. Il sequestro era stato disposto dal giudice per le indagini preliminari (gip) di Catanzaro sulla base dell'idea che l'attività dell'impresa fosse "funzionale" alla commissione dei reati contestati al suo titolare. Il Tribunale del Riesame aveva successivamente confermato questa decisione.

Tuttavia, la seconda sezione penale della Cassazione ha annullato l'ordinanza del Riesame di Catanzaro in seguito a un ricorso presentato dalla difesa (avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga). Nel ricorso si evidenziava la mancanza di un legame pertinente tra l'attività dell'impresa e i reati contestati al titolare. Paolo Ripepi, dopo una decisione analoga del Riesame dello scorso luglio, ha lasciato il carcere ed è attualmente agli arresti domiciliari. Nel procedimento "Maestrale-Carthago-Olimpo", la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro ha richiesto il rinvio a giudizio per Paolo Ripepi, accusato di tentata estorsione aggravata ai danni dell'imprenditore Vincenzo De Nisi e di essere il promotore di un'associazione per delinquere semplice specializzata in riciclaggio e ricettazione di mezzi agricoli.

Oltre a Paolo Ripepi, sono coinvolti nell'accusa di tentata estorsione aggravata ai danni di Vincenzo De Nisi anche gli indagati Diego Mancuso di Limbadi, Davide Surace di Spilinga, Giuseppe Accorinti di Zungri, Costantino Gaudioso di Zungri e Gianfranco La Torre, sindacalista di Ricadi.