La carenza idrica a Piscopio, frazione di Vibo Valentia, ha scatenato una protesta giunta questa mattina fin nel palazzo comunale. Un gruppo di cittadini, infatti, si è ritrovato dinanzi alla sede del Municipio, dove ha manifestato il proprio dissenso chiedendo chiarimenti alla politica. A guidarli, il consigliere comunale di opposizione Pietro Comito che, in segno di protesta, si è dimesso da presidente della V commissione consiliare. I cittadini hanno successivamente occupato l'aula del Consiglio, interrompendo i lavori della seconda commissione consiliare. "Siamo ridotti senz'acqua da due mesi, la nuova rete idrica non entra in funzione e ci vediamo costretti a comprare l'acqua anche per fini igienico-sanitari". Il sindaco ha chiarito che è stata avviata la procedura per mettere a punto il funzionamento della nuova rete idrica e l'assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo ha puntualizzato che non è possibile attivare l'autobotte poichè non è la quantità d'acqua a mancare, bensì la dispersione del liquido a determinare il problema".
A sostenere l'azione di Pietro Comito anche gli altri consiglieri comunali di minoranza. Alfredo Lo Bianco (Pd) è intervenuto a sostegno dei concittadini, mentre Giuseppe Policaro e Loredana Pilegi hanno diramato una nota congiunta: "Solidarizziamo con l’amico Pietro Comito - hanno scritto - sulla battaglia inerente la celere risoluzione dell’emergenza idrica che con determinazione sta portando Istituzionalmente avanti per la frazione di Piscopio. E’ difatti inaccettabile che dal 3 giugno, come emerso stamane in Commissione, le famiglie residenti nella zona alta della frazione non possano godere del prezioso liquido per soddisfare i più naturali bisogni igienco-sanitari. Ad ogni modo, Il Sindaco neo-insediato ha dimostrato oggi, partecipando attivamente al dibattito in sala consiliare, di avere a cuore il problema e di essere impegnata in prima linea per risolvere celermente l’atavica problematica".

"Tuttavia, dissentiamo democraticamente sull’impossibilità -palesata verbalmente dall’Assessore al Ramo in seno al Consiglio Comunale in risposta ad apposita interrogazione a firma del Conigliere Policaro- di non poter l’Amministrazione Comunale, in generale, indennizzare o scorporare dalle bollette dei cittadini quanto pagato a privati per sopperire ai disagi subìti a causa della cronica carenza idrica per il tramite delle auto-botti. Invero, non può farsi gravare sulle spalle degli onesti cittadini oltre il danno anche la beffa. Nei fatti, si paga una prima volta l’acqua ai privati e dovrà pagarsi una seconda volta al Comune la stessa acqua che, difatti, si troverà ad essere contabilizzata in bolletta per essere inevitabilmente transitata attraverso i contatori degli utenti.
Invero, nascondersi dietro una circolare e/o nota interna di qualsivoglia ente terzo vuol dire, a nostro giudizio, andare contro un diritto soggettivo perfetto riconosciuto dalla legge a tutti i cittadini-consumatori italiani. In quest’ottica, sollecitiamo l’Amministrazione Comunale a voler rivedere la propria posizione in merito".