Omicidio a Roma, giovane vibonese uccide un vicino di casa a colpi di pistola
E’ stato arrestato per omicidio volontario Giovanni Nesci, 22enne di origini calabresi (esattamente di Sorianello, in provincia di Vibo Valentia) che da poco tempo aveva occupato una villetta sfitta dello stesso comprensorio in via Sparanise, a Castel di Leva a Roma, dove viveva anche Fabio Catapano, il 48enne ucciso a colpi di pistola davanti al cancello al civico 64. E’ stato lui, poco dopo gli spari, a presentarsi nella caserma dei carabinieri del Divino Amore confessando di aver premuto il grilletto per una vicenda passionale. Un tradimento come avrebbe riferito il ragazzo ai carabinieri, salvo poi avvalersi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio. Giovanni Nesci è difeso dall'avvocato Giuseppe Orecchi. In caserma è stato sentito anche uno dei coinquilini di Giovanni, come lui calabrese e poco più che ventenne al momento semplicemente ascoltato come persona informata dei fatti.
La testimonianza della moglie della vittima. "Giovanni per me era come un figlio, ho accolto amorevolmente lui e gli altri tre amici tutti calabresi con i quali era venuto a vivere dietro a casa nostra. Erano sempre da me e Fabio, stavano con i nostri figli. Facevo per loro le ciambelle e ora Giovanni ha detto ai carabinieri di aver ammazzato mio marito. Così, a sangue freddo. Ma per me stava fuori, era spaventato. Non era drogato, ma aveva gli occhi rossissimi ed era terrorizzato per qualcosa".
A parlare all’Adnkronos è Monica, la moglie di Fabio Catapano, il 48enne disoccupato (prima della crisi per il Coronavirus noleggiava auto) uccisodavanti al cancello del comprensorio in via Sparanise dove viveva anche il suo presunto assassino. Il giovane omicida vibonese avrebbe detto ai carabinieri di aver agito perché sospettava una relazione della vittima con la sua compagna.
