Al Centro agroalimentare di Lamezia Terme si discute sul futuro del Partito democratico e il governatore risponde senza peli sulla lingua a Guccione

Sono iniziati i lavori dell'assemblea regionale del Pd, convocata al Centro agroalimentare di Lamezia Terme dopo l'aggiornamento della precedente riunione del 26 marzo. All'ordine del giorno della discussione del "parlamentino" democrat la prosecuzione dell'analisi del voto delle Politiche, che anche in Calabria hanno segnato la sconfitta del Pd, e la fissazione della data del prossimo congresso regionale, in considerazione del fatto che il mandato del segretario uscente, il senatore Ernesto Magorno, è scaduto lo scorso 23 febbraio.

Le due posizioni. All'interno del partito si registrano due posizioni differenti sul tema del congresso, come emerso anche nella prima assemblea del 26 marzo: un'area, rappresentata dalla componente renziana guidata dallo stesso Magorno e dalla componente che fa riferimento al governatore, Mario Oliverio, punta alla celebrazione del congresso nei tempi più rapidi possibili, un'altra area, invece, ritiene più opportuno attendere qualche mese.

L'attacco di Guccione. "La disfatta elettorale mette in discussione il progetto stesso del Pd". Ha detto il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, intervenendo all'assemblea del partito. "Il Pd - ha esordito Guccione - deve cambiare il Paese e doveva essere una risposta alla crisi della politica e anche della sinistra, ma dopo 11 anni questo progetto e' stato messo in discussione dal voto: se non partiamo da qui non comprendiamo la portata del momento. Il voto ha poi spazzato via un'intera classe dirigente del Mezzogiorno, nonostante la congiuntura favorevole che vedeva tutte le Regioni del Sud a guida Pd e un governo nazionale a guida Pd. In Calabria, in particolare, il voto - ha sostenuto ancora il consigliere regionale - e' stato un avviso di sfratto per la Giunta Oliverio e per il centrosinistra, e se nel governo della Regione continuiamo con questo tran tran di ordinaria amministrazione e nel segno della continuita' con il passato non risponderemo alla richiesta di cambiamento espressa dai calabresi. E anche nella sanita' - ha rilevato Guccione - abbiamo registrato una grave sconfitta: il presidente della Regione minaccia di incatenarsi sotto Palazzo Chigi e poi non lo fa da' l'idea solo di un attacco strumentale e di potere ma ci delegittima agli occhi dei cittadini, che ancora fanno liste di attesa infinite".

L'intervento di Oliverio. "Dobbiamo riconquistare un'etica della militanza e recuperare il senso dell'appartenenza, perchè c'è una deriva verso l'annientamento e la cancellazione dell'appartenenza". Ha invece affermato il presidente della Regione, Mario Oliverio, nel suo intervento. "Se si è in un campo - ha proseguito - bisogna avere l'orgoglio di appartenere a quel campo. Non è possibile che ad alimentare la confusione ci possa essere una componente che sta andando oltre i limiti e supplisce persino all'opposizione delle altre forze in Consiglio regionale: questo non va bene. Poichè io, sostenuto dal Pd, che è il mio partito e rimane il mio partito, mi sono presentato agli elettori dopo le primarie e ho ottenuto la maggioranza, dico che - ha rilevato Oliverio - nella maggioranza ci sta chi mi critica anche in modo aspro ma mantiene e assume una dimensione etica e rispetta le regole: ma una maggioranza che e' una 'Vandea' indistinta nella quale ogni giorno qualcuno si puo' alzare e può buttare m... non va bene. Credo che anche il Pd abbia un problema di questa natura, perchè fa più male la m... inventata da chi dovrebbe essere sostenitore e amico che non l'attacco più grave dell'avversario".
Oliverio ha poi aggiunto: "Alla bussola dell'appartenenza nessuno può abdicare, altrimenti c'è un rompete le righe che significa assenza di prospettive. Io sto in campo perchè i calabresi mi hanno dato questa responsabilità e questa responsabilità la eserciterò fino in fondo, in autonomia e in libertà e naturalmente - ha concluso il presidente della Regione - nel rispetto delle funzioni dei soggetti politici, a partire dal mio partito, che è il Pd ".