Zambrone, scontro sulla convocazione del Consiglio: l’opposizione ricorre al Prefetto
I consiglieri Epifanio, Conca, Cotroneo e Iannello contestano i tempi e la mancanza di documenti sulle variazioni di bilancio. "Diritti calpestati, serve trasparenza"
A distanza di tre anni da una simile polemica, torna a farsi tesa l’atmosfera politica a Zambrone. I consiglieri del gruppo "Rinascita per Zambrone" — Mariella Epifanio, Amelia Conca e Fabio Cotroneo — insieme alla consigliera Mariana Iannello, hanno firmato una dura contestazione formale contro le modalità di convocazione dell’assise cittadina prevista per il prossimo 18 dicembre.
Il nodo della convocazione
Al centro della disputa c’è la PEC inviata venerdì 12 dicembre alle ore 12:58. Secondo i firmatari, la notifica, arrivata a ridosso della chiusura degli uffici e del fine settimana, impedirebbe di fatto il necessario accesso agli atti. I consiglieri sottolineano come l’ordine del giorno preveda punti cruciali, tra cui la ricognizione delle partecipazioni comunali e due ratifiche di variazioni al bilancio di previsione 2025/2027 approvate d'urgenza dalla Giunta del sindaco Corrado L'Andolina.
Documentazione assente e richiesta di rinvio
L’opposizione lamenta la mancanza di trasparenza sulle motivazioni che hanno spinto la Giunta ad agire in via d’urgenza: “Non sono pervenute spiegazioni dettagliate sull'urgenza delle delibere n. 116 e n. 132, manca la documentazione di supporto necessaria per le valutazioni dei consiglieri”. Pertanto, viene richiesto ufficialmente il posticipo del Consiglio Comunale per consentire un’analisi approfondita dei documenti.
L’appello al Prefetto e l'affondo politico
In un clima di unità d’intenti, pur rivendicando la propria autonomia di centro-destra, la consigliera Iannello si è unita al gruppo di minoranza per denunciare quella che viene definita una limitazione del munus publicum (il mandato pubblico).
I consiglieri si sono appellati al Prefetto di Vibo, Anna Aurora Colosimo, richiamando il dovere di controllo che spetta all’opposizione. Nel mirino finisce anche il presidente del Consiglio, Giannini, esortato a passare dalle parole ai fatti nella tutela delle prerogative dei singoli consiglieri. "Il sindaco tenga conto della nostra presenza — concludono i firmatari — la trasparenza non sia solo uno slogan per le giornate della legalità, ma si traduca nel rispetto quotidiano dei diritti di chi rappresenta la popolazione".
