La relazione dell’assessore al Bilancio del Comune di Vibo Maria Teresa Nardo, inerente al Rendiconto finanziario per il 2019, si può riassumere così: c’è stata una gestione positiva delle risorse economiche ma continuano ad esserci molte criticità, prima su tutte il mancato incasso dei tributi. E i molti cittadini che non pagano le tasse costituiscono un grave peso per l’Ente (“sono la principale causa del disavanzo”) soprattutto perché, ha spiegato l’assessore nel Consiglio comunale odierno, si tratta di servizi per i quali il Comune ha dei costi sostanziosi. Mettendo da parte, ad esempio, il mancato incasso delle multe per violazioni del codice della strada - alle quali non corrisponde un costo per l’Amministrazione - per servizi essenziali come la gestione dei rifiuti o il servizio idrico l’Ente paga ingenti somme alla imprese che se ne occupano.

Disavanzo di circa 2 milioni e mezzo. Il risultato finale del documento - approvato dopo diverse ore di discussione con 19 voti favorevoli, 6 contrari e 8 assenti - è quindi negativo: un ulteriore debito di 2milioni e 470mila euro che andrà a gravare per i prossimi tre anni - aggiungendosi alle somme che il Comune paga annualmente a seguito del piano di riequilibrio di circa 25 milioni approvato lo scorso agosto –  per circa 800mila euro l’anno. Questa somma deriva anche, scendendo un momento nei tecnicismi, dagli accertamenti dei residui attivi e passivi: a seguito di un accertamento sono stati esclusi - per varie ragioni - attivi (ovvero somme che il Comune deve incassare) per oltre 4 milioni; al pari sono stati cancellati residui passivi (ovvero cifre che il Comune deve pagare) per circa 3 milioni. E questo ha prodotto un considerevole risultato negativo. L'assessore Nardo è stato però molto chiaro su un aspetto: si è trattato di un rendiconto molto prudente e il più possibile veritiero. "Anziché portare un risultato attivo perché non avevo cancellato i residui attivi - ha sottolineato - per venire qui in Consiglio a dire che c'è stato un risultato positivo, abbiamo preferito essere prudenti".

Spese ridotte al minimo. Passando poi a quanto spende il Comune ogni anno, “la spesa corrente – ha spiegato l’assessore Nardo - è di circa 26milioni, nel 2018 era di circa 30 milioni e nel 2017 addirittura di 31 milioni”. La maggior parte della spesa del Comune, però, riguarda beni e servizi che “sono diminuiti drasticamente”. “La spesa per beni e servizi – ha continuato la Nardo – è di 13 milioni, nel 2018 erano 16. Se pur la maggior parte della spesa è ingessata, con contratti pluriennali che sono quelli che assorbono di più, in generale possiamo dire che la spesa corrente è stata controllata ed è infatti diminuita”. Il problema di fondo, sostiene l’assessore della Giunta Limardo, è però che “la spesa si può tagliare fino a un certo punto: ormai sono rimasti solo servizi essenziali”.

Problema strutturale. Tra le altre somme rilevate nella relazione dell’assessore ci sono i debiti pregressi dell’Ente, come i mutui che l’Amministrazione sta analizzando “per capire se qualcuno può essere rinegoziato”. Si parla di circa 2 milioni di euro l’anno che pesano sulle casse comunali. “Ma dietro queste cifre – sottolinea Maria Teresa Nardo - ci sono opere di cui le generazioni successive potranno usufruire”. Ci sono poi alcune somme legate alla chiusura del precedente dissesto, che incidono per circa 400mila euro l’anno. Tutte cifre che vanno a pesare sulle dissestate casse dell’Ente che si trova quindi in difficoltà sempre maggiori. Questo, secondo l’assessore la Bilancio, è frutto del fatto che “verso le regioni, soprattutto del Sud, c’è una mancanza di trasferimenti per colmare quel deficit e quel mancato sviluppo di natura economica. È un problema strutturale, di sistema”. Un problema sul quale, afferma speranzosa la docente di Economia aziendale dell’Unical, il Ministero si sta già attivando perché “non riguarda solo Vibo”.

Le critiche dell’opposizione. Dall’opposizione si sono alzate numerose critiche, di tipo strettamente politico ma anche tecnico. La consigliera Loredana Pilegi, ad esempio, ha chiesto all’assessore Nardo cosa è stato fatto per contrastare l’evasione fiscale, considerando che rimane ogni anno “il problema maggiore”. Così come Giuseppe Policaro che ha chiesto numerosi chiarimenti, tra cui i dati sul ritardo dell'Ente nel pagamento dei fornitori. Soprattutto Laura Pugliese – ex assessore al Bilancio della Giunta Costa – è entrata nei tecnicismi parlando di “incoerenza spaventosa” del rendiconto, a causa – tra le altre cose – di contributi regionali o nazionali, circa 600mila euro, che sono stati eliminati sebbene gli stessi siano stati inseriti nel piano di riequilibrio. Commentando successivamente la gestione degli sbarchi dei migranti: il Comune ha anticipato una serie di somme che poi, dopo aver presentato un rendiconto in Prefettura, il Ministero restituiva. Si tratta di circa 1,3 milioni di euro per le quali la Pugliese si chiede: “Sono pervenute quelle somme? Ho forti dubbi, secondo me il Ministero ha riscontrato qualche anomalia”. Stesso problema avanzato da Stefano Luciano che però non usa il dubitativo e afferma che quei soldi non sono mai arrivati, spingendo inoltre sulla quota di sanzioni amministrative che è rimasta uguale dal 2017: "Ma possibile - chiede Luciano - che dal 2017 ad oggi le somme sono rimaste quelle? Cosa accade se scoprissimo che quella somma è falsa perché non corrisponde alle entrate effettive?".

Nessuna dichiarazione anticipata del dissesto. L'assessore Nardo, replicando alle varie critiche, ha parlato di "tante e molte imprecisioni". Spiegando poi nel merito che l'errore nell'accertamento delle contravvenzioni non influenza il rendiconto, in quanto la cifra viene svalutata inserendo lo stesso importo nell'attivo e nel passivo; che per la lotta all'evasione è stato approvato, già lo scorso settembre, il regolamento sulla morosità e sono stati fatti inoltre numerosi accertamenti; e ribadendo poi la prudenza a cui è stato ispirato tutto il documento nell'accertamento dei residui, "perché anche se vengono eliminati non vuol dire che perdiamo il diritto a riscuotere, ma che in modo prudente non abbiamo inserito in questo documento finanziario". Esprimendo infine la sua piena fiducia nella maggioranza e chiarendo perchè, a suo avviso, non ha mai avuto senso dichiarare preventivamente il dissesto: "Il dissesto lo dichiara quell'Amministrazione che vuole chiudere pagina e ricominciare da capo, come se fosse un altro soggetto". L'ente è invece sempre lo stesso e, per il bene dei cittadini, è necessario fare il possibile per risanare i milioni di euro di debito.