Niente da fare per la nomina di Tonino Daffinà nel ruolo di presidente del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Cosenza. L'uomo forte del sindaco bruzio Mario Occhiuto in provincia di Vibo, ha provocato diversi mal di pancia all'interno della maggioranza consiliare tanto da far saltare il banco.

Crisi politica. E' l'anticamera di una vera e propria crisi politica. La figura di Daffinà, già candidato alle ultime elezioni regionali nella lista di Forza Italia, ex commissario Aterp Vibo (di recente condannato dalla Corte dei Conti), non è andata giù agli uomini vicini a Mario Occhiuto. Servivano 17 voti per arrivare alla fumata bianca, ma il commercialista vibonese si è dovuto fermare a 13 preferenze. Daffinà. Ben 15 voti della maggioranza sono andati a Vincenzo Pecora, mentre altre due preferenze, una ciascuno, sono andate a Galdi e a D'Ippolito. Infine, un terzo voto è risultato nullo. 31 i voti espressi in totale, compreso quello del primo cittadino.

Una mozione scottante. Maggioranza ed opposizione si erano di fatto compattate per scegliere il presidente del Collegio dei revisori. L'opzione più forte era quella di confermare la terna estratta dalla Prefettura. Ma alla fine è prevalsa la linea del sindaco Mario Occhiuto, con quest'ultimo deciso a percorrere la strada del fuoco amico con la scelta di una figura a lui politicamente ed umanamente volto vicina. Il Consiglio sembra essere compatto sul taglio dell'indennità del 20% al futuro presidente.

Altri punti all'ordine del giorno. Il 28 aprile il Consiglio comunale discuterà sull'emergenza sanitaria, ok le pratiche di bilancio, mentre si registrano due nuovi ingressi nell'assise bruzia: a palazzo dei Bruzi entrano Massimo Battaglia e Maria Luisa Arsì al posto di Alessandra De Rosa (nuovo ruolo in Giunta) e Luca Morrone, eletto consigliere regionale.