Un colpo di scena procedurale ha segnato l'odierna udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro nel processo per l'omicidio di Domenico Belsito, fatto di sangue risalente al 2004. Il dibattimento che vede imputati Salvatore Mantella (accusato di avere partecipato all’agguato guidando l’auto con a bordo il killer, Francesco Scrugli, assassinato nel 2012 a Vibo Marina) Domenico Bonavota (ritenuto il mandante del delitto) e il collaboratore di giustizia Onofrio Barbieri (che si è autoaccusato di aver procurato l’auto rubata per compiere l’omicidio) si è cristallizzato su una questione di incompatibilità che ha portato alla trasmissione degli atti all'Ufficio di Presidenza. 

In apertura, la Corte, presieduta da Caterina Capitò, a latere Domenico Commodaro, ha sciolto la riserva sulle richieste di riapertura dell’istruttoria dibattimentale. I giudici hanno disposto una nuova escussione del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, chiamato a riferire sui suoi pregressi rapporti con un altro teste chiave, Bartolomeo Arena, e l’acquisizione delle sentenze emesse nell’ambito del maxi-processo Rinascita Scott.

Proprio l’acquisizione degli atti di Rinascita Scott ha innescato la dura reazione dei collegi difensivi. L'avvocato Francesco Sabatino, difensore di Salvatore Mantella, ha stigmatizzato la decisione della Corte e ha sollevato un'eccezione formale, invitando il presidente Capitò ad astenersi dalla trattazione del caso. Il motivo risiederebbe nel fatto che la dottoressa Capitò ha già svolto funzioni giudicanti nel processo Rinascita, elemento che, secondo la difesa, comprometterebbe la necessaria terzietà nel valutare prove derivanti da quel medesimo contesto processuale.

In un clima di forte tensione giuridica, la dottoressa Capitò ha accolto l'istanza di trasmissione degli atti all'Ufficio di Presidenza per le determinazioni del caso. Tuttavia, la battaglia legale è destinata a inasprirsi: gli avvocati Vincenzo Gennaro e Francesco Sabatino hanno già preannunciato il deposito di una formale istanza di ricusazione.

In attesa che gli organi superiori si pronuncino sulla composizione del collegio e sulla legittimità della prosecuzione del giudice togato, la Corte ha aggiornato il calendario. Il processo è stato rinviato al prossimo 20 luglio, data in cui si capirà se l'attuale assetto giudicante rimarrà invariato o se si dovrà procedere a una nuova nomina.