La Vibonese, il Taranto e quell'impresa firmata da Enzo Giacco venti anni fa
Sfida amarcord allo Iacovone dove torna da avversario dopo un burrascoso addio Salvatore Campilongo: "Vinciamo per non avere rimpianti" (VIDEO)
di MIMMO FAMULARO
Dal Catanzaro al Taranto, da uno scontro-salvezza ad un altro. Gli esami non finiscono mai per la Vibonese e quello in programma domenica sarà fondamentale per assicurarsi almeno i playout. Basterà un punto ai rossoblù di Vibo Valentia per condannare la squadra pugliese ed evitare l’ultimo posto in classifica, sinonimo di retrocessione diretta.
Quel precedente di venti anni fa. La sfida di Taranto ricorda un altro storico precedente. In questo caso bisogna riaprire l’album dei ricordi e andare indietro nel tempo. Un salto nel passato di quasi venti anni. Correva infatti il 1998, era il 15 novembre e si giocava in Serie D. Quella domenica i rossoblù varcavano per la prima volta in assoluto i cancelli dello stadio Iacovone di Taranto. Era giunto il momento di affrontare la sfida più affascinante, suggestiva e stimolante di quella stagione, la prima nel Campionato nazionale dilettanti (come si chiamava allora) dopo anni di Purgatorio. Era la Vibonese di Bruno Iacoboni che aveva stravinto la Promozione e l’Eccellenza, ma anche quella di Nunzio Cambareri, Totò Musumeci e Giovanni Cordiano. Da qualche settimana a Vibo erano arrivati i rinforzi individuati dall’allora presidente Carmelo Fuscà in un difensore di Barcellona Pozzo di Gotto, Francesco Mazzeo, in un centrocampista ex Catanzaro, Leonardo Vanzetto e in un attaccante prelevato dalla Juve Gela Giacco (nella foto). Quella domenica proprio quest’ultimo vestì i panni di eroe entrandò di diritto nella storia del club rossoblù. Accadde l’imprevedibile in quello stadio troppo grande per un ancora troppo piccola Vibonese. Il bomber di Bagnara sorprese tutti, segnò il gol vittoria annichilendo il Taranto ed infilando un portiere di Serie A, l’ex Genoa Spagnuolo. Una macchia di tifosi della Vibonese, assiepata in un angolo dello stadio Iacovone, assistette incredula all’impresa. I rossoblù conquistarono il successo più prestigioso di quella stagione e volarono verso una tranquilla salvezza. Il Taranto verrà annientato anche al ritorno con Cambareri e Giacco ancora protagonisti.
Impresa da ripetere. Vincere a Taranto per non avere rimpianti e giocarsi fino in fondo le ultime chance di salvezza diretta. Questo l'obiettivo inquadrato da Salvatore Campilongo a poche ore dall'ultima trasferta di campionato. Il tecnico della Vibonese parla da ex ma preferisce non addentrarsi in discorsi tecnici che riguardano l'avversario da affrontare. Burrascoso l'addio con i dirigenti e i tifosi del Taranto dove ha allenato in Serie D per pochi mesi nella passata stagione. Ironia della sorte il giustiziere dei pugliesi potrebbe essere proprio lui. Campilongo guarda in casa propria e punta a fare l'enplein nelle ultime due gare di campionato. “Pensiamo a conquistare tutti e sei i punti – afferma in conferenza stampa – per non aver alcun rammarico. Nel corso di queste settimane di rimpianti ne abbiamo collezionati già tanti buttando al vento punti importanti contro la Paganese, il Catania ed il Monopoli. Senza tutto ciò staremmo qui a parlare di grande lavoro o addirittura di miracolo rossoblù. Così non è e, probabilmente, purtroppo non sarà ma dobbiamo comunque crederci fino in fondo, finché la matematica non ci condannerà ai playout”.
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