Il Tribunale monocratico di Vibo Valentia ha emesso un verdetto di assoluzione senza riserve per Salvatore Bonavota, 34 anni di Sant'Onofrio. Bonavota è il fratello dei presunti capi mafiosi Pasquale e Domenico ed è stato rappresentato legalmente dall'avvocato Francesco Muzzopappa. La sua citazione diretta a giudizio è stata promossa dalla Procura di Vibo Valentia all'interno di un'indagine condotta dal sostituto procuratore Ciro Luca Lo Toro, che si concentrava sul presunto utilizzo improprio del reddito di cittadinanza.

Secondo l'accusa, Salvatore Bonavota avrebbe richiesto e ottenuto il sostegno economico presentando una domanda all'INPS nel maggio 2019. Alcuni mesi dopo, il 19 dicembre 2019, è stato arrestato nell'ambito di un'ampia operazione denominata "Rinascita Scott" con l'accusa di associazione mafiosa. Nonostante la sua detenzione, avrebbe continuato a percepire il reddito di cittadinanza senza comunicare questa circostanza entro i trenta giorni previsti dalla legge per l'applicazione delle misure cautelari.

Dopo un dettagliato processo investigativo, nel quale la difesa ha presentato una vasta documentazione volta a sfatare le accuse, il giudice monocratico ha accolto la linea difensiva e ha emesso una sentenza di assoluzione senza riserve motivando che "il fatto non sussiste". Va notato che Bonavota aveva dichiarato di continuare a percepire il reddito di cittadinanza durante un interrogatorio di garanzia condotto davanti al giudice per le indagini preliminari (gip), dopo il suo arresto nell'ambito dell'operazione "Rinascita Scott". La difesa ha sostenuto che non spettava a lui notificare l'arresto all'INPS, ma che il pubblico ministero avrebbe dovuto trasmettere gli atti all'autorità giudiziaria per le ulteriori valutazioni.