Perquisizioni a tappeto in numerose città italiane da La Spezia a Terni, e poi Como, Piacenza, L’Aquila, Lecce, Modena, Cosenza, Ascoli Piceno, Macerata, Verona, Como e Chieti. Le indagini partono da accertamenti sugli iscritti ad una chat neonazista e antisemita chiamata “Boia chi molla“. Alcuni dei membri appartengono anche al sodalizio estremista “Ultima legione“, che è nato a Milano ma poi si è diramato in tutta Italia. Le chat erano state create sui canali Telegram e Whatsapp.

L’inchiesta è stata avviata nel gennaio 2019 e i promotori o partecipi dei gruppi di discussione, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbero operato “al fine di costituire una struttura politica di chiara ideologia fascista”, utilizzando i circuiti online quali mezzi di proselitismo e reclutamento di militanti. Gli approfondimenti effettuati dall’Antiterrorismo hanno peraltro consentito di delineare l’organigramma dei tesserati ad Ultima Legione Italia. Le indagini sono state svolte dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione e dalla Digos de L’Aquila, in collaborazione con la Postale, sono dirette dalla Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, anche con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo