Vibo, teatro dell'assurdo in Consiglio con tanto di "pagliacciata" finale (VIDEO)
Non è mai opportuno sparare nel mucchio. In seno al Consiglio comunale di Vibo Valentia ci sono indubbiamente figure che quantomeno danno prova sistematica del proprio impegno e della propria serietà con proposte talvolta anche costruttive. Ma ci sono altri elementi che, inutile nasconderlo, continuano a creare il caos, facendo scadere la pubblica assise in una tragicommedia, ai limiti del folklorismo.
L'ultimo atto di una vera e propria sceneggiata napoletana è stato quello vissuto nella giornata di ieri. Al termine di un dibattito tra i più composti di sempre, la maggioranza -per evitare di discutere alcuni punti all'ordine del giorno, diversi dei quali proposti dalle opposizioni -ha deciso di abbandonare l'Aula. A quel punto, il consigliere del Partito democratico Stefano Soriano, non condividendo un modus agendi finalizzato ad intasare i lavori dell'Aula, ha iniziato a urlare all'indirizzo degli scranni del centrodestra. "Vi dovete vergognare, ci sono ordini del giorni che vi rifiutate di affrontare da mesi. Sono problemi dei cittadini, non nostri. Vergogna, vergogna".
Il presidente del Consiglio, tuttavia, non poteva fare altro che prendere momentaneamente atto dell'assenza del numero legale. Gran parte del centrodestra, ad eccezione di pochi eletti, andava via dall'Aula, ma ecco il colpo di scena tragicomico. A distanza, si collegavano quattro dei cinque componenti -uno era in presenza -del gruppo di Coraggio Italia -appena costituitosi. E il numero legale, alla nuova chiamata dell'appello da parte del presidente del Consiglio c'era. Con una situazione paradossale: l'opposizione, in quel momento, con i banchi del centrodestra pressochè vuoti, al suo posto erano rimasti il sindaco Maria Limardo e pochi eletti, era padrona dell'Aula. Avrebbe potuto agevolmente far passare le sue pratiche. Iniziava una corsa comica contro il tempo da parte degli eletti che erano scappati via, tra lo sbigottimento generale. Nel giro di un quarto d'ora gli equilibri venivano ripristinati e partiva un affondo pesantissimo del capogruppo Antonio Schiavello all'indirizzo di Coraggio Italia: "Abbiamo fatto un mossa -sosteneva -per capire da quale parte eravate schierati. E lo abbiamo capito che state con le opposizioni. Questa è una questione da porre sui tavoli provinciali e regionali".
Passava circa un'ora, tra strumentalizzazioni varie a 360 gradi e la consapevolezza che la maggioranza ampia che ha vinto le elezioni non ha oggi la stessa disponibilità di forze di due anni addietro. Insomma, De Nisi è una spina nel fianco per l'asse costituito da Giuseppe Mangialavori, Tonino Daffinà e Vito Pitaro che dovranno riorganizzare le truppe per evitare altri capitomboli con annessa figuraccia da parte di alcuni consiglieri che non vedono l'ora di scappare dall'Aula.(a.f.)
