"Lo stiamo dicendo da tempo: la nuova fase nella quale e' entrata l'Is ormai preoccupa, perchè non abbiamo più una struttura che viene governata e diretta dalla centrale del terrorismo internazionale ma lupi solitari". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, parlando con i giornalisti a Catanzaro, a margine della "Giornata dell'anti-'ndrangheta".

L'attentato. Rispondendo a una domanda sull'attentato di Strasburgo, De Raho ha spiegato: "Si tratta di lupi solitari, soggetti che anche individualmente e isolatamente si muovono, a volte si auto-addestrano, si affiliano attraverso il web, si muovono come schegge impazzite o come monadi, rispetto alle quali solo un monitoraggio enorme, come quello che per la verità stiamo facendo, riesce volta a volta a contenere. I fermi e gli arresti degli ultimi tempi - ha concluso il procuratore nazionale antiterrorismo - sono proprio finalizzati a impedire che costoro possano essere autori di fatti gravi come quelli avvenuti a Strasburgo e altrove in passato".

La normativa. Sul piano della normativa antimafia "qualche piccola esigenza in più c'è, non solo di disciplina. Sotto il profilo normativo vedo l'esigenza di intervenire con provvedimenti di fermo nei casi di reati perpetuati nel tempo o di natura permanente, laddove invece si dovrebbe attendere un'ordinanza di custodia per mesi o anni, mentre il fermo invece consentirebbe di interrompere l'attivita' criminosa mafiosa. Dal lato dei processi - ha aggiunto il procuratore nazionale antimafia - consentire una maggiore rapidità, e questo può avvenire intervenendo sui meccanismi di comunicazione e notificazione, perche' a volte i processi tornano indietro per un difetto di notificazione o si ritardano per la difficoltà di raggiungere i soggetti che devono essere avvisati: ecco, riuscire a creare un meccanismo per cui, dopo la prima notificazione, diventa un onere della parte conoscere a quale ulteriore udienza e' andato il processo, qualunque cosa accada, probabilmente - ha concluso De Raho - sarebbe un ulteriore passo avanti".

Carenze di organico. "C'e' un'esigenza di riempire gli organici dei tribunali che sono esposti nel contrasto alla 'ndrangheta. Riempire gli organici dei giudici - ha proseguito - e' fondamentale. Spesso purtroppo si arriva tardi con l'ordinanza perche' i giudici dell'ufficio delle indagini preliminari a volte sono un terzo, a volte un quarto, a volte la meta' di quello che dovrebbero essere. E altrettanto avviene per i pubblici ministeri. Quindi - ha concluso De Raho - velocizzare dando un organico pieno e' fondamentale".

La legge regionale antindrangheta. "Gli strumenti previsti dalla legge regionale anti'-ndrangheta sono un'importante manifestazione di sostegno per l'impresa e per i cittadini che vivono correttamente e che denunciano. Credo - ha concluso De Raho - che questi strumenti siano la migliore dimostrazione di come si possa risollevare un territorio e costituire come regione una barriera di contrasto alle mafie".