'Ndragheta nel Vibonese: il processo ai clan arriva in Cassazione (NOMI)
Il 20 maggio si aprirà un capitolo decisivo nella lotta alla ’ndrangheta vibonese. La sesta sezione penale della Corte di Cassazione esaminerà i ricorsi di 65 imputati condannati nel filone abbreviato del maxi processo “Rinascita-Scott”. A oltre cinque anni dal blitz del 2019, che colpì i clan del Vibonese, il giudizio della Suprema Corte potrebbe rivedere le condanne, riscrivendo parte della storia di una delle principali operazioni antimafia del Sud Italia. La Procura Generale ha presentato un quadro articolato: 26 richieste di annullamento con rinvio (inclusi 3 parziali), 25 ricorsi inammissibili e 14 da rigettare per manifesta infondatezza. L’unico ricorso estinto riguarda la morte dell’imputato Leoluca Lo Bianco.
Nel corso dell’Appello, la Corte di Catanzaro ha confermato 67 condanne per oltre 600 anni di carcere, consolidando l’unitarietà della ’ndrangheta vibonese. Tra le condanne più significative: 20 anni per Domenico Macrì, Francesco Antonio Pardea e Pasquale Gallone, considerato braccio destro del boss Luigi Mancuso; 15 anni per il presunto capobastone Domenico Camillo; 13 anni e 4 mesi per Gregorio Giofrè, ritenuto “ministro dei lavori pubblici” della cosca. Pene più leggere, ma comunque simboliche, sono state inflitte a collaboratori di giustizia come Bartolomeo Arena, Gaetano Cannatà, Michele Camillò ed Emanuele Mancuso.
La Procura ha richiesto l’annullamento con rinvio per casi rilevanti come quelli di Serafino Alessandria, Manuele Baldo, Lucio Belvedere e Fabio e Nicola De Gaetano, e per altri uomini ai vertici dell’organizzazione come Pasquale Gallone e Gregorio Niglia. Per Emanuele Mancuso è stata chiesta una rideterminazione della pena.
Per 14 imputati, tra cui Michele Pugliese Carchedi, Francesco Gallone, Sergio Gentile, Gregorio Giofrè, Domenico Macrì e altri, la Procura ha chiesto il rigetto dei ricorsi, giudicati infondati o ripetitivi rispetto agli argomenti già respinti in Appello. La conferma delle condanne in secondo grado sarebbe una conclusione definitiva.
Il 20 maggio non sarà solo un’udienza processuale, ma un momento cruciale per lo Stato e la società civile calabrese. “Rinascita-Scott” rappresenta una pagina fondamentale contro l’illegalità e l’omertà. Dopo quattro anni e mezzo dall’operazione del dicembre 2019, è giunto il momento di scrivere l’ultimo capitolo.
