Calabria Verde, la Procura di Catanzaro rinuncia all'appello per Furgiuele
Una decisione motivata sulla base della necessità di un supplemento di indagine nell’inchiesta relativa a presunte distrazioni di fondi comunitari e appalti irregolari
di GABRIELLA PASSARIELLO
No al carcere per Paolo Furgiuele, l’ex manager di Calabria Verde, destinatario lo scorso 21 settembre di un’ordinanza di misura cautelare insieme ai dirigenti del settore tre Alfredo Allevato, dell’economato Marco Mellace, Antonio Errigo e l'agrotecnico Gennarino Magnone, nell’ambito dell’inchiesta su presunte distrazioni di fondi comunitari vincolati,
destinati all’ente strumentale per l'acquisto di mezzi antincendio boschivi, la gestione del rischio idrogeologico e consulenze esterne e utilizzati a scopi diversi da quelli previsti come il pagamento degli stipendi del personale. A deciderlo è stata la stessa Procura di Catanzaro che stamattina ha rinunciato all’appello proposto al Tribunale della libertà per spedire dietro le sbarre l’ex dg, prima ai domiciliari e adesso in libertà. E lo ha fatto non per “mancanza di interesse”. Troppa carne sul fuoco, tante le piste investigative ancora da battere su quell’Ente strumentale regionale nato per affrontare tutti gli interventi sul territorio nel campo della forestazione e della difesa del suolo.
Piste investigative. Supplementi di indagine, acquisizioni di nuovi atti da scandagliare minuziosamente, che si sono tradotti in motivi per declinare l’appello. Nel mirino degli inquirenti non c’è solo quell’ appalto da 33,6 milioni di euro poi annullato, a cui ne è seguito un altro cancellato. Una gara nata su input della Regione con nota del 7 maggio 2015, dove il dipartimento Presidenza ha chiesto a Calabria Verde l’elaborazione e la trasmissione di un piano per il potenziamento del parco autoveicoli destinato a funzioni di antincendio boschivo con l'acquisto e la messa in esercizio di mezzi entro i termini di eleggibilità della spesa del Por Calabria Fesr 2007-2013. Nel calderone c’è anche la ristrutturazione della casa al mare di Furgiuele ad Amantea, rimessa a nuovo, secondo le ipotesi di accusa impiegando per i lavori alcuni dipendenti di Calabria Verde, pagati regolarmente dall’ente sub-regionale per la manodopera prestata ed altri filoni di inchiesta, allo stato top secret che apriranno nuovi scenari con nuove iscrizioni nel registro degli indagati.
