Non è solo la chiusura di un’attività commerciale, ma il congedo di un pezzo di storia sociale della città. Come raccontato oggi su Il Quotidiano del Sud, Pino La Porta – conosciuto da tutti con l'affettuoso soprannome di "Gazzella" – ha deciso di appendere le forbici al chiodo, chiudendo definitivamente la sua storica bottega nel cuore del centro cittadino dopo quasi mezzo secolo di lavoro.

Quella di Pino La Porta non è stata una semplice carriera da barbiere, ma una missione di ascolto e comunità. Per quarantotto anni, il suo salone è stato un confessionale laico, un luogo d’incontro dove la cura dei capelli era solo il pretesto per condividere storie, confidenze e aneddoti di una Pizzo che cambiava fuori dalle sue vetrate.

Tra i ricordi più nitidi che restano nel cuore della cittadinanza c’è la celebre sedia con il "cavalluccio", testimone della crescita di centinaia di bambini che, diventati padri e poi nonni, hanno continuato a frequentare quel locale, portando a loro volta i propri nipoti.

Nell’intervista rilasciata al Quotidiano del Sud, Pino svela anche le radici del suo soprannome, nato molto prima che diventasse il barbiere della città. Un appellativo coniato tra gli scogli della Marina e della Seggiola, simbolo di una gioventù vissuta a stretto contatto con il mare e la terra di Pizzo, e che lo ha accompagnato per tutta la vita professionale, diventando un marchio di fabbrica fatto di rapidità, cortesia e di quell'essere un "buon figliolo" apprezzato da tutti.

Il momento del distacco non è stato privo di commozione. La festa a sorpresa organizzata dai suoi clienti storici ha strappato più di una lacrima a "Gazzella", che ha ammesso come il rapporto umano sarà la cosa che gli mancherà di più. Tuttavia, il futuro per Pino La Porta non è un’incognita, ma un ritorno alle origini: ora il suo tempo sarà dedicato interamente alla famiglia e a quel mare che lo ha sempre ispirato.

Sebbene la serranda del salone sia ormai abbassata, l’eco delle sue chiacchiere e il garbo dei suoi modi continueranno a risuonare tra i vicoli di Pizzo, dove "Gazzella" resterà per sempre un’istituzione.