"Amore mio, gioia della mia vita non sai quanto mi manchi. Sono distrutto, hai lasciato un vuoto incredibile, non dovevi andartene via così. Ti amo vita mia, ora e per sempre. Non ci posso credere e non ho la forza e il coraggio e di pensare che tu non sei più nella mia vita. Che gli angeli ti accolgano in paradiso con il cuore e la tua dolce anima ciao mia dolcissima amore".

E’ lo straziante post nella sua pagina Facebook di Angelo D’Angiolillo, il compagno di Maria Mamone, la donna di 37 anni originaria di Tropea, ma da tempo domiciliata a Pannaconi di Cessaniti, deceduta martedì scorso nella propria abitazione: da settimane accusava problemi di salute, fastidi addominali, e negli ultimi giorni si era più volte recata al Pronto soccorso di Tropea e Vibo Valentia, venendo però rimandata a casa dai sanitari.





Nel dettaglio – e sempre il racconto dei parenti – la 37enne si era presentata una prima volta al pronto soccorso di Tropea lo scorso marzo: il tempo di essere visitata e sarebbe stata dimessa con la diagnosi di crisi d'ansia. Lo stesso era successo ad aprile all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia. E ancora: un ulteriore intervento sanitario risale al 27 maggio, quando un'ambulanza del 118 era intervenuta a casa della donna. Ma anche in questo caso i soccorritori avrebbero escluso patologie fisiche, limitandosi a consigliare l'aiuto di uno psicologo per stress emotivo. Infine lo scorso 3 giugno il decesso e l'aperture delle indagini.

La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia, ritenuta decisiva per chiarire le cause del decesso. Parallelamente, anche l’Azienda Sanitaria Provinciale, ha avviato un’indagine interna.

La camera ardente è stata allestita presso il presidio ospedaliero di Vibo Valentia.