Resta un mistero l'omicidio di Antonino Lopreiato, il 51enne ucciso a Stefanaconi l'8 aprile del 2008. Tutti assolti gli imputati nel processo scaturito dall'operazione "Amarcord" che mirava a far luce sul delitto avvenuto lungo la strada provinciale che da Stefanaconi conduce verso Sant'Onofrio. Il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Andrea Mancuso aveva chiesto il carcere a vita per i tre presunti colpevoli tutti di Stefanaconi: Emilio Antonio Bartolotta, 42 anni, già condannato per la scomparsa di Michele Penna,  la moglie Annunziata Foti, 43 anni, e Francesco Calafati, 43 anni. Ma la sentenza emessa nella giornata odierna dalla Corte d'Assise di Catanzaro è stata per tutti di assoluzione.Il movente dell'omicidio era da ricercare per il pm nella scomparsa di Salvatore Foti, nella quale Antonino Lopreiato aveva avuto un ruolo e in quella di Michele Penna per il ritrovamento del cui cadavere "Ninu U Murizzu", come veniva soprannominata la vittima, si sarebbe attivato. A sostenere l'accusa era stata la collaboratrice di giustizia Loredana Patania. Indagati inizialmente per questo agguato - Lopreiato venne ucciso al tramonto in auto - anche Francesco Scrugli, morto nella faida del Mesima e Rosario Battaglia del gruppo di fuoco dei Piscopisani. Nè Scrugli tantomeno Battaglia sarebbero stati poi rinviati a giudizio.

Nel collegio difensivo gli avvocati Sergio Rotundo, Salvatore Staiano, Bruno Ganino e Marinella Chiarella.