PD nel caos: si dimette il segretario provinciale, l’ombra del commissario sul partito
Arrivano le dimissioni a sorpresa del leader provinciale. Assemblea convocata per il 2 marzo, ma la strada verso un coordinamento o il commissariamento regionale sembra segnata
Il Partito Democratico crotonese si risveglia in piena tempesta. Quello che fino a poche settimane fa appariva come un malessere latente è esploso in una crisi di vertice che rischia di lasciare la federazione senza guida nel momento più delicato. Dopo la sfiducia che mesi fa aveva colpito la segretaria del circolo cittadino, Annagiulia Caiazza, nelle scorse ore è arrivata la mossa che ha spiazzato anche i fedelissimi: le dimissioni improvvise del segretario provinciale Leo Barberio.
Una decisione che lascia il partito "allo sbando" e accelera un processo di logoramento interno iniziato da tempo. La presidente provinciale, Carolina Girasole, ha risposto prontamente convocando l’assemblea per lunedì 2 marzo con l’obiettivo di eleggere un nuovo segretario, ma l’impresa appare quasi disperata.
Il clima è teso e i tempi sono strettissimi. Secondo i bene informati, è altamente improbabile che i delegati riescano a trovare in pochi giorni una sintesi su un nome unitario capace di raccogliere una maggioranza solida. Più che a un nuovo segretario, si guarda con realismo all'istituzione di un coordinamento temporaneo.
Tuttavia, il vero nodo è la tenuta stessa dell’attuale assemblea. Eletta tre anni fa, l’assise provinciale oggi appare come un corpo politico svuotato: molti dei dirigenti che ne facevano parte hanno nel frattempo abbandonato il PD per approdare in altre formazioni, lasciando dubbi sulla reale autorevolezza e legittimazione dei presenti.
Proprio questa debolezza strutturale starebbe spingendo i vertici regionali a valutare la soluzione più drastica: il commissariamento. L’invio di un delegato esterno da parte del PD regionale potrebbe essere l’unica mossa utile per traghettare il partito fuori dalle sabbie mobili e avviare una fase di tesseramento e riorganizzazione reale, evitando che lo scontro tra le correnti locali paralizzi definitivamente l'attività politica nel capoluogo e in provincia.
