Da quattro mesi senza stipendio e in perenne stato d'agitazione, i lavoratori occupano gli uffici centrali dell'Ente e chiedono le dimissioni del presidente Niglia

Lo stato di agitazione culmina in un nuova protesta. I dipendenti della Provincia, da quattro mesi senza stipendio, occupano gli uffici centrali dell'Ente. Divisi tra la Ragioneria e la Presidenza invocano le dimissioni della politica."La Provincia è morta", dicono. Qualcuno si imbavaglia. "Ci vogliono zitti e muti a subire". Ma i toni oggi si alzano e la protesta esplode.

Occupazione ad oltranza. "Avevamo assunto una posizione di responsabilità - affermano - decidendo di interrompere la protesta, prima di Pasqua, in attesa che la politica fornisse le dovute risposte". Ma di risposte non ne sono arrivate, così come non sono arrivati i compensi. "L'Ente ormai è in coma irreversibile - continuano esasperati i dipendenti -, per salvare la situazione qui serve solo l'olio santo". Tra oggi e domani scatta pure la quarta mensilità arretrata. Per questo, i toni si alzano a dismisura. Le facce sono cupe e gli occhi rossi dalla rabbia. Un lavoratore mostra una bolletta con diffida per il mancato pagamento. "Questa è la situazione nella quale viviamo". Chiedono i lavoratori delle azioni di forza, condotte dalla politica in primis. "Le amministrazioni delle province hanno delle responsabilità - lamentano -, stanno a cincischiare, senza intervenire. Non spetta a noi andare a chiedere alla banca, alla Regione o alla tesoreria: spetta alla politica, che altrimenti deve andare a casa".

La solidarietà dell'Osl. Tra la Ragioneria e la Presidenza, l'occupazione proseguirà ad oltranza: "Parte da qui oggi, la nostra protesta - dicono -, ma non sappiamo dove arriverà domani". E ogni momento che passa, i toni si alzano un poco di più. Intanto, alla Provincia arriva la solidarietà dell'Organo straordinario di liquidazione. "L'organo straordinario di liquidazione - riferiscono i lavoratori - ci ha fatto sapere di essere solidale e di aver deciso di non proseguire nel servizio odierno, riservandosi di inviare nota al ministero sulla situazione attuale dei dipendenti".  Il vice presidente, Pasquale Fera, chiede pazienza, assicurando in tempi brevi il pagamento di gennaio. "Non crediamo più a niente e gli stipendi arretrati li pretendiamo tutti", controbattono i dipendenti, dalle stanze e dai corridoi della Presidenza.

La mediazione. A seguito della protesta, la Provincia ha incontrato questo pomeriggio, attraverso la mediazione della Prefettura, i rappresentanti dell'istituto di credito in cui ha sede la tesoreria. Chiesto dalla banca all'Ente un crono-programma con il dettaglio delle entrate previste fino a fine maggio. Il tutto per capire se sia possibile o meno procedere allo sblocco di qualche somma per il pagamento degli stipendi arretrati. La protesta, in ogni caso, da domani continua. (red4)