Il senso di responsabilità non si mangia, e la pazienza ha un limite che coincide con la sopravvivenza economica di decine di famiglie. Oggi, 26 febbraio 2026, i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) in servizio presso il Comune di Vibo Valentia hanno deciso di rompere il silenzio, sollevando il velo su una situazione divenuta insostenibile: il mancato accreditamento delle indennità relative ai mesi di dicembre 2025 e gennaio 2026.

Per chi garantisce quotidianamente il funzionamento di servizi essenziali per la cittadinanza, sessanta giorni senza percepire un euro non sono un semplice ritardo tecnico, ma un colpo durissimo alla dignità e alla stabilità del proprio focolare.

L'aspetto più amaro della vicenda emerge dai documenti: il blocco dei fondi non è imputabile a inadempienze dell'ente locale. In una nota ufficiale, i lavoratori hanno infatti dato atto della "estrema puntualità e correttezza" dell'Amministrazione comunale di Vibo Valentia, che ha già trasmesso regolarmente tutti i fogli presenza e la documentazione necessaria (note prot. 936/2026 e 8822/2026).

Il problema risiede in un nebbioso "corto circuito" nelle comunicazioni tra gli enti superiori. Nonostante i flussi risulterebbero partiti dalla Regione Calabria, la documentazione indispensabile per sbloccare i mandati di pagamento non è mai pervenuta agli uffici dell'Inps di Vibo. Un rimpallo di competenze che tiene in ostaggio padri e madri di famiglia.

«È profondamente amaro constatare come al nostro spirito di abnegazione non corrisponda un'eguale solerzia da parte degli enti previdenziali e regionali», dichiarano con fermezza i tirocinanti. Inquadrati in un sistema di precariato storico e in attesa di una stabilizzazione che appare come un miraggio, i lavoratori TIS chiedono oggi trasparenza.

Non è una questione di colore politico, ma di diritto al reddito: «Non vogliamo alimentare polemiche sterili, ma pretendere il rispetto dovuto a chi contribuisce al funzionamento della macchina pubblica». L'auspicio della categoria è che il nodo burocratico venga sciolto nelle prossime ore, restituendo quella serenità economica che il loro lavoro, regolarmente svolto, ha ampiamente meritato.