Rinascita, revocato obbligo di dimora al presunto custode delle armi dei “Pardea-Ranisi”
Vincenzo Tassone, 39 anni di Vibo ma residente a Varese, coinvolto nell'inchiesta Rinascita Scott, era stato arrestato nel corso della maxi operazione scattata il 19 dicembre del 2019. Successivamente - a maggio del 2020 - il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva concesso gli arresti domiciliari, qualche mese dopo - a novembre 2020 - tramutati in obbligo di dimora.
Oggi, 29 gennaio, il Tribunale di Vibo ha accolto la richiesta del difensore di Tassone, l'avvocato Giuseppe Di Renzo, e ha revocato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza. La decisione è stata presa dal collegio giudicante, presieduto dal giudice Brigida Cavasino, considerato che il tempo trascorso dall'applicazione della prima misura cautelare, insieme "alla costante osservanza alle prescrizioni imposte", possono essere considerati sufficienti per far cessare le esigenze cautelari.
Secondo l’accusa Vincenzo Tassone avrebbe avuto il compito di custodire le armi della ‘ndrina “Pardea-Ranisi” operante a Vibo, e avrebbe partecipato, in concorso con altri esponenti del clan, al danneggiamento di un’auto a colpi d’arma da fuoco.
