E' il terzo comune del Vibonese a ricevere la verifica antimafia su disposizione del prefetto di Vibo Valentia, Guido Longo

Dopo San Gregorio d'Ippona e Briatico, tocca a Limbadi. Il prefetto di Vibo Valentia ha disposto l'accesso antimafia nel comune del centro considerato la roccaforte del clan Mancuso. E non è la prima volta che la triade commissariale entra nel palazzo municipale per verificare eventuali infiltrazioni o condizionamenti di natura 'ndranghetistica. 

Limbadi era infatti finita nel mirino della Prefettura di Vibo Valentia nel 2013, ovvero nella passata consiliatura quando l'allora prefetto Michele Di Bari aveva disposto l'accesso antimafia ai tempi dell'amministrazione guidata da Francesco Crudo ed in seguito alle risultanze investigative dell'operazione antimafia Black Money. Nonostante la relazione negativa il ministero dell'Interno, allora diretto da Angelino Alfano, respinse la proposta di scioglimento del consiglio comunale ma Crudo si dimise comunque anticipatamente dall'incarico.

Dal 2015 il sindaco di Limbadi è Pino Morello e la spada di Damocle dello scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose pende ora sulla testa della sua amministrazione e al vaglio della commissione ci saranno gli atti prodotti e deliberati in questi primi tre anni di mandato. 

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