Il prossimo tecnico del Bayern Monaco ha ricevuto al Politema di Catanzaro il riconoscimento dedicato al "presidentissimo" Nicola Ceravolo

di MIMMO FAMULARO

La prima volta fu per Claudio Ranieri. Ieri il nome del tecnico campione d'Inghilterra con la favola Leicester era sulla bocca di tutti al Politeama di Catanzaro. Un idolo per i tifosi giallorossi, un grande amico per Carlo Ancelotti che in Inghilterra ha vinto una Premier con il Chelsea. Sette anni dopo Ranieri, il prossimo allenatore del Bayern Monaco è sbarcato a Catanzaro e al Politeama ha ricevuto dalle mani di Mariella Ceravolo l'ambito premio dedicato al "presidentissimo" giallorosso, Nicola Ceravolo. Un premio giunto ormai alla settima edizione ed organizzato annualmente da Maurizio Insardà con il coordinamento di Italo Cucci e la conduzione di Sabrina Gandolfi.

Omaggio a Ranieri. Diversi i temi trattati nel corso della cerimonia di premiazione. Primo fra tutti l'impresa del Leicester. "Ranieri - ha detto Ancelotti - ha fatto un lavoro straordinario. E' un bene che esistano favole come quella del Leicester".

La Serie A. Sul campionato italiano Ancelotti ha sottolineato: "E' stato un torneo avvincente per un certo periodo poi è tornato lo strapotere della Juventus mentre le difficoltà delle squadre blasonate sono le stesse degli anni precedenti. A livello organizzativo la Juve è all'avanguardia con il suo stadio di proprietà che è importante per stare al top in Europa garantendo un certo livello di introiti". Per l'allenatore emiliano, il calcio italiano continua ad essere il più importante a livello formativo. "Ti fa crescere come da nessun'altra parte grazie alla varietà dei sistemi di gioco".

Le sue ex squadre. "Mi sarebbe piaciuto - ha detto Ancelotti - continuare la mia esperienza al Real Madrid.Il Milan per cinque anni ha vissuto un bel periodo, tre finali di Champions, sembrava tutto normale a quel tempo. Oggi la mancanza di stabilità è evidente nei risultati sul campo, è dura e ci vuole tempo per tornare ai vertici, mi auguro che con pazienza e serenità si potrà risalire".

Ibra e compagni. Ancelotti, parlando di alcuni dei grandi campioni che ha allenato, ha affermato che "Ibrahimovic è uno che sa tanto, un grandissimo professionista, molto competitivo, da dieci anni continua ad esserlo. I più bravi sono sempre i più seri. L'importante è far capire loro come mettersi a servizio della squadra. Nel mondo del calcio non ci sono raccomandazioni, il campo non tradisce".

Capitolo Europei. "Il calcio italiano ha sofferto la mancanza di quei talenti che sono riusciti ad esprimere Spagna o Germania, ma abbiamo vinto anche in situazioni di emergenza. L'Italia non  è favorita, ma può fare una bella figura. Verratti è un grande talento, spero possa recuperare dall'infortunio. Pirlo? E' ancora motivato per giocarsi un Europeo, magari arriva riposato".

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