Di seguito la lettera aperta dell'ex primario del reparto al presidente della Regione Mario Oliverio e, per conoscenza, al procuratore della Repubblica

di MICHELE SORIANO*

Egr. sig. Presidente, nei giorni scorsi sono comparsi sulla stampa due articoli sulla sanità calabrese: il primo informa di una sua lettera indirizzata al ministro della Salute, in cui sollecita lo sblocco delle assunzioni in sanità. Sic! Forse finalmente si è accorto che la Regione che lo ha votato con una larga percentuale è alla completa deriva, per il lavoro, per la viabilità, per l’edilizia scolastica, per l’ambiente, per impianti sportivi e dulcis in fundo per la sanità.

Il diritto inalienabile. Uno dei beni primari negati alla nostra popolazione che vive in una condizione di inferiorità nei confronti delle regioni del nord. Tutto ciò nel completo silenzio della politica impegnata al mantenimento di un posto in consiglio regionale o in parlamento. La gente viene dopo e peraltro spesso non protesta. L’altro è la notizia marginale riportata nella cronaca di Vibo Valentia di una paziente che rivoltosi alla Asp per prenotare una visita ortopedica si è vista effettuare la prenotazione per il maggio 2018. E badi sig. Presidente non stiamo parlando di un complicato intervento ma di una semplice visita ortopedica.

Giù dal piedistallo. Ecco sig. Presidente, scenda dal decimo piano, come le ha già chiesto l’agguerrita consigliere regionale di Crotone Flora Sculco, e parli con la gente comune per sapere cosa ne pensano della sanità che Lei comunque continua a gestire attraverso i direttori generali sanitari e amministrativi spesso inadeguati nominati dalla politica regionale e che quindi alla politica sono tenuti a rispondere. Le ho inviato nei giorni scorsi una lettera raccomandata con cui denunciavo alcune criticità della sanità vibonese lettera inviata per non sbagliare anche al dott. Massimo Scura, altro mistero della sanità calabrese.

I veri penalizzati. Una dicotomia paralizzante, così che a pagarne le conseguenze sono sempre e comunque gli utenti che si accorgono del cattivo funzionamento quando come la signora C.M. si presentano per prenotare una visita ortopedica e si accorgono che per farla in breve tempo devono presentarsi dopo un anno oppure recarsi in uno dei tanti studi associati con cento euro in mano, dove scendono come gli unni orde di specialisti del nord sicuramente incompatibili perché spesso dipendenti dal sistema sanitario nazionale e rastrellano pazienti da operare per patologie anche banali negli ospedali del nord con aumento della spesa sanitaria regionale e ciò senza che nessuno controlli ne quelli che li ospitano ne quelli che sono ospitati. A pagare le cento euro tolte alla famiglia come dice candidamente la signora C.M. sono sempre gli utenti che nella nostra Regione sono sempre più poveri e senza lavoro. E’ comunque giusto che la gente sappia perché in ortopedia si è giunti a questo punto di assoluta emergenza. Di chi la colpa e le responsabilità. Da anni ho sollecitato (nella mia funzione di primario e capo dipartimento) l’assunzione di medici in ortopedia prevedendo ciò che oggi succede per il contemporaneo pensionamento di più unità. Era pertanto facilmente prevedibile che ciò avrebbe portato all’impossibilità di coprire i turni e garantire il minimo dell’assistenza sul territorio. E’ successo stranamente che il concorso autorizzato insieme ai concorsi di anestesia e di radiologia non è stato ancora espletato mentre quelli di anestesia e radiologia sono stati espletati da mesi con assunzione dei vincitori già dal mese di Dicembre del 2016. Di quello di ortopedia forse è stata nominata la commissione due giorni fa..

Stasi apparente? Stranamente il concorso si è bloccato dopo un incontro avuto se ben ricordo nel mese di ottobre del 2016 con il direttore generale presenti due dirigenti della ASP. In questo incontro mi è stato comunicato che era intenzione dell’azienda per soddisfare le mie continue richieste di personale procedere all’assunzione tramite mobilità di un sanitario di sessantasei anni. Ho obiettato che non condividevo la scelta dell’amministrazione trattandosi di un sanitario che aveva superato il limite di età ordinamentale per il collocamento a riposo ed ho sottolineato che comunque il bando di mobilità fatto dall’azienda, era andato deserto e che quindi l’unica via legittima e trasparente era procedere con urgenza all’espletamento del concorso pubblico. In quell’incontro ho avuto la netta impressione che il concorso non sarebbe stato espletato fino a quando fossi rimasto in servizio. Così è stato. Ho pertanto letteralmente martellato la dirigenza affinché fosse bandito il concorso e contestualmente fosse indetto un avviso pubblico che consentisse l’assunzione immediata di almeno due medici.

L'avviso pubblico. Finalmente nel gennaio 2017 è stato bandito l’avviso pubblico per l’assunzione provvisoria di due unità, a questo avviso hanno partecipato solo tre unità di cui uno l’ultra sessantaseienne di cui si è detto prima. E’ singolare che la dirigenza dell'Asp blocchi prima un concorso, dopo aver inutilmente tentato di trasferire detta unità e dopo che il bando di mobilità era scaduto e poi blocchi l’avviso pubblico per mesi con una graduatoria già fatta e con un parere negativo per la partecipazione di un concorrente che ha già superato l’età prevista per la pensione di vecchiaia per poi sbloccarlo improvvisamente dopo averne affidato l’istruzione della pratica a personale diverso che ha provveduto ad ammettere detto concorrente. Voglio sottolineare che per i dirigenti continua a trovare applicazione il regime speciale previsto dall’art. 15-nonies del decreto legislativo 502/92 modificato dall’art.22 della legge 183 /2010 e la circolare n° 2 del 2015 della funzione pubblica del ministro Madia. Questo comportamento aziendale dimostra una scarsa capacità organizzativa della dirigenza ed una miopia gestionale terribile con una incapacità di programmazione vicino allo zero che mortifica l’interesse dell’utenza e del territorio. Perché si è impiegato in una situazione di carenza cronica di personale medico e quindi di emergenza(oggi in ortopedia non è possibile garantire l’assistenza) ben quattro mesi per espletare un avviso pubblico a cui non avevano partecipato mille concorrenti ma solo tre ?

I tempi. Ben quattro mesi per esaminare tre domande un bel record!
Così consentendo che elementi giovani trovassero nel frattempo impiego in altri centri del nord e della Calabria stessa. Ed evito di esprimere giudizi nel porre alla Sua attenzione un caso che dimostra tutta l’inadeguatezza gestionale del direttore generale e pone interrogativi sulla opportunità che Lei continui a mantenere alla Asp di Vibo Valentia questa dirigenza inadeguata alla gestione della nostra Asp per la complessità delle situazioni da affrontare e per l’approssimazione delle situazioni affrontate in passato su cui sono disponibile a riferire.

Qualche quesito. Ecco sig. Presidente cosa ha portato oggi la struttura di ortopedia a far prenotare una visita a distanza di un anno. Chi ha creato tale situazione? Perché non è stato fatto il concorso di ortopedia? Perché un semplice avviso pubblico è stato espletato in ben cinque mesi? Perché l’unità operativa è stata ridotta ad otto posti letto? Perché dopo il mio collocamento in pensione non è stato nominato un sostituto provvisorio? Non sono uno che pensa male ma pensare che non tutto sia chiaro e trasparente è giustificabile. Così come è giustificabile che io chieda al Sg. Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia cui questa lettera è diretta per conoscenza, di verificare se nei fatti riferiti possano ipotizzarsi violazioni di legge penalmente perseguibili.

*Primario in pensione del reparto di Ortopedia dell'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia