La pista del racket degli affitti dietro la scomparsa di Kata
È quella del racket degli affitti nell'ex albergo Astor a Firenze, occupato da varie famiglie tra cui quella di Kata, la pista privilegiata dagli inquirenti per la scomparsa della bambina di 5 anni di cui non si hanno più notizie da sabato scorso.
È quanto spiegato dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli che sta seguendo il caso insieme alla pm della Dda Christine von Borries e al sostituto Giuseppe Ledda.
Da quanto ricostruito al momento dagli investigatori, il racket degli affitti vedrebbe coinvolti tre distinti gruppi, due composti da cittadini di origine peruviana, uno dei quali vicino alla famiglia di Kata, un terzo di romeni. Dentro l'ex albergo l'affitto per una 'camera' andrebbe dagli 800 euro senza bagno, arrivando fino anche ai 1.500 euro con i servizi.
Gli inquirenti stanno continuando a sentire occupanti del palazzo, lontano però dallo stabile, al comando dei carabinier: vengono ascoltati come persone informate sui fatti. Già ascoltato anche il padre di Kata, uscito ieri dal carcere. C'è anche un altra pista, ritenuta però residuale, non scartata per non tralasciare nulla: è quella legata alla pedofilia. (ANSA)
