Vibo, troppe persone senza mascherina. L'appello del prefetto: "Serve responsabilità" (VIDEO)
"Ho visto personalmente tante persone che non utilizzano la mascherina, che è uno dei pochi strumenti per evitare una diffusione maggiore del virus. Siamo speranzosi che i numeri rimangano contenuti in Italia e nella nostra provincia, ma bisogna fare qualcosa in più, dobbiamo cercare di far tornare sui nostri passi le persone che hanno dimenticato le cautele". A parlare, in un'apposita conferenza stampa convocata in Prefettura, il prefetto di Vibo Valentia Francesco Zito, invitando non all'allarmismo ma "ad un segnale di attenzione, dev’esserci autoresponsabilità". "Quelli che ho visto usare meno la mascherina sono purtroppo i ragazzi - ha aggiunto il prefetto - all’uscita dalle scuole. Siamo stati tutti giovani, a 16 anni ci si sente invincibili, ma i ragazzi tornano poi a casa dai genitori, dai parenti".
Matrimoni e appello alla cittadinanza. Rivolgendosi quindi agli studenti ma non solo, ha lanciato un appello: “Non è solo una questione di rispetto per se stessi ma soprattutto per gli altri”. E sui matrimoni, spesso origine di focolai di Coronavirus, ha detto: "Non possiamo proibire i matrimoni, ma forse un senso di responsabilità potrebbe portare a contenere il numero degli invitati, per quanto capisco sia un sacrificio". "Non possiamo pensare che continueremo a essere un’isola felice in virtù di non so quale miracolo - ha concluso - è una questione di autoresponsabilità".
Il problema all'uscita da scuola. A lui hanno fatto eco il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, e il presidente della Provincia Salvatore Solano. "Stiamo assistendo a una disattenzione diffusa e generalizzata - ha detto la Limardo - soprattutto tra le fasce giovani. I dirigenti scolastici chiedono l’accesso contingentato negli istituti, ma la preoccupazione è all’esterno dei cancelli. La mascherina non ci costa nulla, non è un grosso sacrificio". "Ho vissuto da vicino questa situazione - ha commentato poi Solano, sindaco di Stefanaconi da oggi non più "zona rossa" - ed è veramente complessa. Nei prossimi giorni convocherò i presidi per un’attività di sensibilizzazione". "Il fatto che all’uscita da scuola siano senza mascherina - ha concluso Solano - vuol dire aver perso quanto fatto all’entrata da scuola".
"Non possiamo passare l’inverno ad aprire e chiudere le scuole". "I primi mesi siamo stati una popolazione modello, ora però c’è un po’ di rilassamento". Ha detto il dirigente dell'Asp Giuseppe Rodolico. "L’epidemia va curata sul territorio, non in ospedale - ha aggiunto - dobbiamo prevenire e impedire che la malattia si diffonda". "Mascherina, distanziamento e sanificazione delle mani - ha poi affermato il dottor Antonino Restuccia dell'Asp - sono al momento l’unico metodo per contrastare il virus". E sulla chiusura delle scuole: "L'Asp manderà delle linee guida alle scuole per evitare di creare il panico, con direttive ben precise sui vari scenari che si possono verificare. Escludendo la presenza di casi positivi la scuola non deve essere chiusa, e in caso lo decide il dipartimento di prevenzione dell’Asp dopo un'attenta analisi". "Chiudere intere scuole solo per un paventato pericolo non trova alcuna giustificazione - ha concluso il dottor Restuccia - non possiamo pensare di passare tutto l’inverno ad aprire e chiudere le scuole".
