Emergenza rifiuti nel Vibonese, i Cinquestelle: "Sì all'impianto, no alla mega-discarica"
La realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti con annessa discarica continua a dividere la politica vibonese. Il Movimento Cinquestelle, ad esempio, dice sì alla piattaforma di trattamento spinto dei rifiuti, ma ribadisce il suo no alla discarica che farebbe diventare questa provincia la pattumiera della regione. Non solo, i due eletti in Consiglio comunale, Domenico e Luisa Santoro, esprimono tutto il proprio disappunto “per l’inquinamento da radiazioni e per il mancato controllo da parte del Corap”. E chiariscono il loro obiettivo: “Non vogliamo vedere più i camion che trasportano i nostri rifiuti fuori provincia affollando la nostra autostrada di maleodoranti e costosi trasporti”.
Dall’altro lato "siamo fortemente preoccupati per il dibattito sul sito di Sant’Onofrio, poiché con esso si sta diffondendo la sindrome di “Nimby”, mai nel mio giardino, instaurata la quale la risoluzione sarà molto più problematica se non quasi irraggiungibile". Critico anche il giudizio sulla passata e sull’attuale gestione regionale: "La politica in passato – evidenziano i Cinquestelle – ha speso ingenti risorse senza avviare il processo virtuoso di trattamento dei rifiuti urbani e del loro riciclo". Ma la musica non è cambiata. Basti pensare che "l’attuale amministrazione regionale prima adotta la fine dell’uso delle discariche private, per poi fare marcia indietro". Per i pentastellati è da escludere il cosiddetto piano B, ovvero l’allargamento della discarica di San Pietro Lametino "che porterebbe comunque a un trattamento non di prossimità, alla mancanza del nostro controllo politico e tecnico degli impianti e per giunta alla mancata centralità del territorio vibonese che così facendo dimostra di non sapere risolvere i suoi problemi ambientali". I 45 milioni di euro per l’impianto di trattamento vanno spesi sul territorio vibonese. Senza escludere, fatte le opportune valutazioni, il sito di Sant’Onofrio.
