'Ndrangheta, imprenditore vibonese rompe il silenzio: "Accusato ingiustamente, ho rischiato la vita" (NOME-FOTO)
Oltre 30 minuti di dichiarazioni spontanee tra tensione, interruzioni e rivendicazioni


Un’aula silenziosa, tutti gli occhi puntati su di lui: per la prima volta Franco Stillitani, imprenditore vibonese imputato al processo “Maestrale”, prende la parola per chiarire intercettazioni e ricostruire la sua vicenda personale. Oltre 30 minuti di intervento, a volte contestati dalla presidente del collegio per la lunghezza, durante i quali ha raccontato la gestione della struttura ricettiva di località Colamaio insieme al fratello Emanuele e i rapporti con il direttore Manzoni, presunta vittima di estorsione.
Stillitani ha rivendicato 25 anni di attività senza problemi, sottolineando come l’arresto abbia segnato il suo corpo e la sua vita: “La sera in cui sono andato in carcere ho avuto un infarto, ricoveri a Vibo e Catanzaro e un’operazione a cuore aperto le cui conseguenze porto ancora oggi. Chiedo scusa se ho prolungato i tempi, ma dopo tutto questo calvario non potevo non intervenire”.
Il dibattimento prosegue con l’esame delle prove e degli altri imputati, mentre l’imprenditore ha chiesto al Tribunale di valutare la sua versione dei fatti nel quadro complessivo delle indagini.
