Salma deteriorata all’obitorio in Calabria: Asp condannata a risarcire i familiari di una donna
Il Tribunale ha riconosciuto le responsabilità dell’azienda sanitaria per la cattiva conservazione del corpo di una donna deceduta nel 2016. Accertato il mancato intervento dopo il guasto della cella frigorifera dell’ospedale

L’Asp di Cosenza dovrà risarcire con 40mila euro i familiari di una donna il cui corpo, custodito nell’obitorio dell’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano, venne trovato in avanzato stato di decomposizione mentre era in attesa di autopsia. È quanto stabilito dal Tribunale di Castrovillari, che ha attribuito all’azienda sanitaria la piena responsabilità per non aver adottato tempestivamente misure adeguate dopo il malfunzionamento dell’impianto refrigerante della camera mortuaria.
La vicenda risale al settembre 2016 e prende avvio dalla morte di una 76enne residente a Longobucco, rinvenuta priva di vita nella sua abitazione. Alcune circostanze considerate sospette portarono la Procura a disporre l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso. La salma fu quindi trasferita nel presidio ospedaliero di Rossano e collocata nella cella frigorifera dell’obitorio.
Quando, due giorni più tardi, il medico legale incaricato effettuò l’autopsia, il corpo presentava però evidenti segni di decomposizione incompatibili con il breve arco temporale trascorso dalla morte. Nella consulenza tecnica depositata durante il procedimento si faceva riferimento a temperature interne comprese tra i 35 e i 40 gradi all’interno della cella frigorifera, oltre alla presenza di gas e insetti necrofagi.
Secondo quanto emerso in giudizio, il guasto all’impianto di refrigerazione era conosciuto già da diversi giorni, ma nonostante ciò non vennero predisposte soluzioni alternative per garantire una corretta conservazione della salma. Per il giudice Eduardo Bucciarelli, l’Asp avrebbe omesso ogni intervento utile, come il trasferimento del corpo in un’altra struttura funzionante.
Nella sentenza il tribunale ha evidenziato come tale condotta abbia compromesso il diritto dei familiari al rispetto e alla dignità della persona defunta, causando un danno morale meritevole di risarcimento. Oltre alla somma stabilita, l’Asp dovrà versare anche gli interessi legali maturati nel tempo. Esclusa invece ogni responsabilità per la società incaricata della manutenzione dell’impianto frigorifero.
