È stata presentata al Cev di palazzo Gagliardi la straordinaria opera, tradotta anche in lingua ucraina, del poeta Gianluca Rubino edita da Libritalia. "Effatà - Versi sulla guerra" è una raccolta di poesie che lo scrittore ha realizzato, con la sua maestria, introducendo valori che - secondo quanto sostenuto da Maria Liguori Baratteri, presidente nazionale del comitato Dante Alighieri, intervenuta per l'evento - «abbracciano significati simbolici, ritmi, assonanze estetiche ed è ugualmente un'opera ricca di contenuti rivelatori di principi e valori assoluti quali la libertà e la verità».

A moderare l'incontro è intervenuto il giornalista e direttore di Telespazio Tv, Maurizio Bonanno, il quale ha voluto ricordare, prima di introdurre relatori ed autore, quanto è importante affidarsi ad un editore che cura non solo la stesura di un'opera ma anche la sua diffusione e presentazione, ponendo l'attenzione sul Cev, il Comitato Editori Vibonesi al suo primo anno di vita. Gli fa eco l'editore, Enrico Buonanno che, sottolineando l'importanza della microeditoria, ha elogiato Rubino per la realizzazione di un'opera importante come questa, in doppia lingua, italiana e ucraina, e quanto gli sforzi di un lavoro attento ed attivo come l'editore può contribuire a migliorare culturalmente un territorio.

I saluti istituzionali del sindaco Maria Limardo e degli assessori alla Cultura Antonella Tripodi, dei Servizi sociali Rosa Chiaravalloti, aprono l'incontro mettendo in risalto l'importanza di una tale opera che, patrocinata dal Comune di Vibo Valentia, si inserisce a pieno titolo in un progetto di integrazione delle comunità ucraine fuggite dalla guerra. Sottolineata la capacità di mediazione del poeta e la sua ricchezza di animo la serata ha visto come illustre ospite, tra i relatori, il vescovo della diocesi Mileto-Nicotera-Troea, Monsignor Attilio Nostro il quale ha battezzato la sala Cev come la tana dei poeti e subito dopo, con la grande semplicità del suo linguaggio, ha colto l'essenza del messaggio della poesia di Gianluca Rubino che è quello di far pensare e sognare il lettore. Ha poi rimarcato un dato che fa pensare: «In tutti i regimi totalitari i primi a perdere la vita o comunque ad essere perseguiti sono proprio i poeti. Allora "Effatà" ha un grande significato perchè il linguaggio della poesia ed il suo messaggio incitano ad aprire la mente ed il cuore. E questa cosa è  molto pericolosa per chi manovra con il suo potere menti e cuori altrui». Ha quindi chiuso esortando ad essere, ognuno di noi, "poeti" nella nostra vita all'insegna di un perenne ed eterno "Effatà'".

Gli intermezzi musicali dei maestri Francesco Gugliotta al sax e Pino Tropeano alla chitarra hanno allietato la serata che ha visto ancora l'intervento della professoressa Maria Liguori Baratteri la quale ha aggiunto che «dall'opera poetica di Rubino emerge nel suo insieme, a partire dal titolo "Effatà", un significato di senso, o meglio un sentimento di profonda solidarietà umana che risponde al senso della vita, alla ragione prima dell'esserci nel mondo e vivere. La poesia - ha concluso - come tutte le arti racchiude un pensiero di verità che rende dolce e sublime il vivere umano. Auguro a Gianluca di proseguire nel suo pensiero poetico che pur nel presentare una realtà cruda e dolente sogna e crede nel bene e nella bontà, che vincono sempre».

Magistrale è stato l'intervento dell'autore che ha spiegato come è nata l'opera e il motivo per cui ha scelto questo titolo: «Effatà che in aramaico significa "apriti" - ha detto - non è soltanto la parola con cui Gesù nel Vangelo di Marco invita un sordomuto, isolato e chiuso, ad aprirsi agli altri e al mondo. Oggi l'uomo vive una chiusura interiore nel profondo della persona che riguarda il suo cuore; Effatà, appunto "apriti", riassume quel significato che vuol rendere l'uomo capace di ascoltare la voce dell'amore che parla al suo cuore, reso sordo e muto dal peccato, dagli orrori che una società avida di potere, precaria nei valori più umili ha lacerato il senso all'esistenza umana. Per questo motivo la parola e il gesto dell'effatà sono uno dei segni importanti della poesia, la sola che può guarire il cuore dell'uomo, per fargli sperimentare ogni giorno la meraviglia dell'effatà, per vivere in armonia con l'altro».

La lettura, infine, di alcune poesie tratte dal volume di Gianluca Rubino, recitate dalla straordinaria voce di Giuseppe Ingoglia e Romina Candela, hanno fatto emozionare e vibrare l'animo alle tantissime persone intervenute.