Con voce ferma ma visibilmente segnata dall’emozione, il presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, è intervenuto a margine della seduta straordinaria convocata dopo il grave atto intimidatorio subito nel periodo natalizio, quando ignoti esplosero colpi d’arma da fuoco contro la sua auto mentre era alla guida.

“Un fatto grave avvenuto nella serata del 21 dicembre. In modo vile si è cercato di intimidire un amministratore che ha sempre operato con linearità, correttezza e trasparenza”, ha spiegato Iannello, precisando di aver scelto inizialmente un sofferto silenzio “per non allarmare la famiglia e la cittadinanza”, informando comunque il sindaco e le autorità competenti, anche nel rispetto del periodo natalizio.

Il presidente ha ribadito la sua determinazione a non cedere alle intimidazioni: “Non intendo arretrare. Quanto accaduto a me oggi non deve accadere ad altri domani, perché quando si colpisce una figura istituzionale non è solo una persona a essere colpita, ma un’intera comunità”. Durante l’intervento, Iannello ha allargato lo sguardo oltre Vibo Valentia, ricordando i numerosi amministratori sotto tiro in Calabria e in tutta Italia, e richiamando la politica a una responsabilità condivisa.

Ribadita anche la fiducia nella magistratura e negli inquirenti: “Sono sereno, convinto di non aver agito fuori dalla legalità. Gli inquirenti individueranno i responsabili e questo ci farà sentire tutti più tranquilli”. L’appello del presidente si è poi esteso alla cittadinanza e agli amministratori, invitando a respingere ogni forma di prevaricazione e a rafforzare la cultura della legalità contro omertà e intimidazioni che “offuscano la buona politica praticata da tanti amministratori onesti”.

Uno dei momenti più intensi del discorso ha riguardato il peso personale e istituzionale della vicenda: “Non avrei mai immaginato di convocare una seduta di Consiglio comunale aperta per parlare di queste brutte e inaudite vicende. Questa, per me, è la più grande umiliazione”. Un’amarezza profonda che non ha tuttavia scalfito la determinazione del presidente, deciso a proseguire nel suo mandato amministrativo mettendo al centro gli interessi della città.