Schiavitù nei campi, blitz contro il caporalato: 15 arresti e 10 imprese sequestrate
Alle prime luci dell'alba di questa mattina i carabinieri e i militari della Tutela per il lavoro hanno fatto scattare un blitz coordinato dalla Procura di Castrovillari, nel Cosentino, contro il fenomeno del caporalato. L'operazione è avvenuta nelle province di Cosenza, Crotone e Matera. Le accuse, che hanno portato a diverse misure cautelari, sono di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, minacce ed estorsione. In corso anche sequestri di aziende operanti nel settore agricolo.
15 arresti, 10 aziende sequestrate

Nello specifico sono quindici le misure cautelari emesse nell’operazione: sei le persone finite in carcere, nove agli arresti domiciliari. Con il provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo dei beni e delle quote aziendali di 10 imprese operanti nel settore agricolo (quattro persone giuridiche e sei imprese individuali): quattro sono in provincia di Cosenza, cinque in provincia di Crotone e una in provincia di Matera. Disposto anche il sequestro di cinque veicoli: sarebbero quelli utilizzati dai caporali per il trasporto dei lavoratori in nero. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stato stimato in circa 15 milioni di euro.
Le denunce dei lavoratori
L’inchiesta nasce da un’indagine dei carabinieri di Mirto Crosia, nel Cosentino, condotta in sinergia con i militari del Comando carabinieri Tutela del lavoro di Cosenza, e ha permesso di svelare il fenomeno dell’impiego di lavoratori in condizioni illecite da parte di aziende del Cosentino, del Crotonese e del Materano. Il meccanismo è quello dell’attività di reclutamento da parte dei caporali. Sono tre gli anni presi in esame dall’inchieste: le condotte analizzate, infatti, vanno dalla seconda metà del 2018 al 2021. I militari, riguardo a questo periodo, hanno raccolto le denunce dei lavoratori, vittime innocenti di un sistema ben organizzato e strutturato.
