Il Coronavirus è il "nemico pubblico numero 1" che "ci costringe a entrare alle 8 di mattina al Comune e a uscirne, se tutto va bene, la sera alle 22: siamo noi a spegnare la luce, e penso che lo stesso fanno i miei colleghi". È quanto racconta in un video lanciato sul proprio profilo Facebook il primo cittadino di Soverato, Ernesto Alecci, illustrando quella che è la "giornata tipo" di un sindaco alle prese con mille problematiche, sicuramente aumentate a causa dell'emergenza sanitaria in corso.

Tanto lavoro "ma non ci arrendiamo". "Sono tante le incombenze - spiega Alecci - ma mai così tante come in questo periodo. Penso alle tante ordinanze, anche di quarantena, che dobbiamo emettere, alle riunioni con la Protezione civile, con la Polizia municipale con le associazioni di volontariato per andare incontro alle tante difficoltà dei cittadini. Tutto è a carico dei Comuni. E poi il sostegno anche psicologico ai positivi e alle loro famiglie, le risposte da dare a imprenditori e cittadini che non sanno come pagare tasse e bollette, o a imprenditori e commercianti che vogliono sapere se e quando possono ripartire perché ordinanze regionali e decreti governativi hanno generato solo confusione. Ma non ci arrendiamo".

Sindaci lasciati in trincea. "È comunque dura - continua lo sfogo - perché dall'esterno non arrivano così tanti aiuti. Il fatto è che a dare le risposte sono sempre e solo i sindaci, lasciati in trincea insieme ai proprio collaboratori, assessori e consiglieri comunali. Siamo responsabili di protezione civile, siamo autorità sanitaria, siamo responsabili delle politiche sociali e però dobbiamo gestire situazioni già complicate nell'ordinaria amministrazione, figurarsi in questo periodo. Un carico di lavoro senza risorse umane e senza risorse finanziarie per i tagli governativi degli ultimi anni. Abbandonati spesso a noi stessi, costretti ad arrangiarci con quello che abbiamo, con pochi dipendenti e con i volontari".

La ripartenza sarà ancora più difficile. E se l'attuale situazione è particolarmente difficile, non poche preoccupazioni desta anche la "fase 2": "Quando si riapriranno parchi o spiagge con quale personale voglio vedere con quale personale garantiremo la distanza e la sicurezza. E poi - si chiede il primo cittadino di Soverato - di chi sarà la responsabilità se succede qualcosa? Dei sindaci, sono sicuro. Siamo al solito il Paese delle riforme che restano a metà: penso a esempio a chi ha il reddito di cittadinanza e che potrebbe essere utilissimo in questo momento, tanti di loro mi chiamano ma non possiamo utilizzarli per colpa della burocrazia". "Sono davvero stanco, come penso molti altri amministratori locali. O cambiano le cose o si mettono in campo a livello nazionale e regionale misure concrete, snelle e veloci che possano dare una mano subito, o davvero - conclude Alecci - sarà molto complicato affrontare questo periodo e il futuro che abbiamo davanti".