Da un lato la trasparenza e un'idea data per "rivoluzionaria". Dall'altro la polemica e le contestazioni. La politica regionale si divide a metà, tra favorevoli e contrari, tra sostenitori e non della pratica promossa da Nicola Irto per il sorteggio delle nomine dei rappresentanti degli enti sub regionali del Consiglio per gli organismi di vigilanza e controllo. Il centrodestra, ieri mattina, si è riunito in conferenza stampa, per stigmatizzare l'episodio, contestato in toto. I capigruppo Alessandro Nicolò (Forza Italia), Francesco Cannizzaro (Casa delle Libertà), Fausto Orsomarso (Misto) e Giovanni Arruzzolo (Ncd), nell’aula commissioni di palazzo Campanella, hanno detto la loro con forza.

I contrari. Secondo l'opposizione, infatti, a spingere la maggioranza verso il sorteggio è stato l'accordo mancato interno, poi strumentalizzato con il pretesto della trasparenza. "Il sorteggio - è stato detto - ha certificato il tracollo della politica e le grandi contraddizioni che attraversano il Pd, il quale con le sue continue liti sta paralizzando la Regione. Per le nomine non hanno trovato alcun accordo e si sono dovuti affidare ai bussolotti - hanno proseguito -, trasformando tutto in una "rivoluzione" di legalità e trasparenza". L'atto, quindi, ritenuto "illegittimo" sarà contestato dal centrodestra che ha annunciato di voler provare ad annullarne gli effetti.

I favorevoli. A sostegno della scelta operata da Irto, dopo la conferenza stampa, sono "scesi" Giuseppe Giudiceandrea, Francesco D'Agostino e Giovanni Nucera, i quali hanno rispedito le contestazioni ai mittenti con "ogni inutile e sterile critica rivolta a Irto e alla maggiornanza".