Museo Vibo, verso il rientro della collezione Leone?
Ieri l'incontro proficuo tra l'associazione Civitas guidata da Raniero Pacetti e la direttrice del Capialbi Adele Bonofiglio
Primi significativi passi in avanti sulla strada del recupero della collezione di reperti litici donati dal prof. Dario Leone al Museo Capialbi e spariti nel nulla ormai da molti anni. L'associazione “Civitas”, guidata da Raniero Pacetti, ha incontrato nella mattinata di ieri la direttrice del Museo Capialbi Adele Bonofiglio, alla presenza del sindaco della città Elio Costa. Ne è nato un dialogo fattivo, nel corso del quale, il massimo rappresentante di “Civitas” ha fornito il carteggio necessario per provare a rintracciare i preziosi ritrovamenti. “Una documentazione – ha puntualizzato lo stesso dott. Pacetti – che è stata esaminata foglio per foglio con attenzione, cura e grande disponibilità dalla direttrice del Museo”.
Per ricostruire il puzzle sarà necessario tornare indietro di quasi 28 anni. Per l'esattezza al marzo 1989, data alla quale “risale – ha precisato il presidente di Civitas – la consegna dei reperti da parte di Vincenzo Nusdeo al Museo archeologico”. Di un mese più tardi, ovvero, all'aprile del 1989, è invece la dichiarazione con cui la dott. Iannelli attestava di aver ricevuto il tutto. Un anno dopo, il 28 marzo 1990, la soprintendenza avrebbe deciso di trasferire la collezione a Reggio Calabria, dove la mostra sarebbe rimasta - per disposizione della soprintendente regionale - “fino a quando non vi sarebbero stati locali idonei ad ospitarli” nell'antica Hipponion. A partire da questi elementi “la direttrice del Museo - ha asserito Pacetti - istruirà la pratica per ricostruire gli avvenimenti e provare ad individuare i reperti per recuperarli e rimetterli in mostra” nel luogo d'origine. Di sicuro, dovranno essere riconsegnati al “Capialbi” i 320 reperti litici, già classificati. Dal canto suo, Civitas si preoccuperà del recupero di tutto il materiale necessario ad allestire una mostra sul paleolitico. A cominciare “dai costosi calchi eseguiti – ha concluso lo studioso – dall'istituto di Paleontologia di Monaco”.
