Il consigliere comunale di Tropea Antonio Piserà ha espresso perplessità in merito al servizio di trasporto degli studenti nella Perla del Tirreno, tant’è che ha voluto interrogare il primo cittadino Nino Macrì. «In seguito a numerose richieste d'informazioni e d'intervento relativamente alla sicurezza degli scuolabus al servizio dei nostri ragazzi, si è manifestata l'esigenza di interrogare direttamente il signor sindaco, premettendo che l'amministrazione comunale sia tenuta a verificare che il trasporto scolastico venga effettuato con mezzi idonei ed omologati per la specifica funzione così da consentirne l'espletamento in modo sicuro, efficiente e qualitativo», ha scritto in una nota.

«Va garantito, dunque, il perfetto funzionamento dei mezzi scuolabus per la salvaguardia degli studenti, degli autisti e del personale di assistenza. Il servizio di trasporto scolastico deve consentire agli alunni, iscritti alla scuola dell'infanzia, alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado, il raggiungimento del plesso scolastico, garantendo, altresì, il loro diritto all'accesso ed alla frequenza scolastica in modo efficiente, puntuale e, soprattutto, in sicurezza», ha insistito Piserà.

«È parso inevitabile domandare a chi di competenza, con l'obiettivo di informarne la cittadinanza, di riferire in merito all'elenco dei mezzi di scuolabus attualmente in uso per il servizio di trasporto scolastico, che riporti l'anno di immatricolazione, il numero dei posti a sedere, il numero dei chilometri percorsi, la scheda manutentiva. È bene conoscere anche se sia intenzione dell'amministrazione provvedere all'acquisto di nuovi mezzi da destinare al trasposto scolastico», ha continuato il consigliere comunale di Tropea.

Non basta, a suo dire, «fare dei bei discorsi di augurio di inizio anno», ma sono necessarie «scelte prioritarie per i cittadini: la volontà politica di organizzare manifestazioni estive è stata prioritaria rispetto a quella di stare vicino alle esigenze più basilari della comunità». La comprensibile preoccupazione delle famiglie «diventa dovere collettivo morale, tanto relativamente alla tutela e alla custodia dei figli quanto al rischio che l'accidentale, tuttavia ipotizzabile, dismissione di una vettura per manutenzione, dovuta alle precarie condizioni del mezzo, produca disservizi ed insufficienza di prestazioni».