Il luogo sacro si è trasformato nel palcoscenico ideale per la rappresentazione di un'opera di musica sacra di alta valenza

Una grande e meravigliosa emozione, indescrivibile per chi non ha avuto il piacere di viverla in prima persona. Momenti di vera, intensa, profonda gioia e spiritualità, che fanno bene al cuore e all’anima. È quanto si è vissuto nella splendida cornice della Basilica-Cattedrale di Mileto, che per l'occasione si è trasformata nel palcoscenico ideale per la rappresentazione di un’opera di musica sacra di alta valenza, simbolica ed artistica.

Un’opera di grande bellezza poetica e spirituale, il cui ascolto apre le porte al sublime, curata egregiamente nelle parole e nelle musiche. Un’intensa e profonda preghiera, cantata col linguaggio universale della musica. Si tratta dell’opera musicale “Francesco Servo di Dio - l’Aquila che raggiunse il Sole”, composta dal maestro Vincenzo Laganà, nella forma dell’Oratorio sacro. L’opera ripercorre ed interpreta l’itinerario ascetico e mistico di don Francesco Mottola, parroco tropeano, figlio e amante della nostra terra, già dichiarato “Venerabile Servo di Dio” da Papa Benedetto XVI nel 2007. Un parroco, don Mottola, che fece della carità, della contemplazione mistica e della donazione totale a Dio la sua ragion di vita; martire d’amore e di carità, che si è spogliato di se stesso per accettare la condizione di uomo crocifisso, tutto speso per il Signore e l’incondizionata dedizione verso il prossimo. Per questo, don Francesco Mottola rappresenta una vera e propria perla del clero calabrese, la cui opera di carità ed il messaggio di speranza sono sempre più attuali.

La sua causa di beatificazione è in pieno corso ed è seguita con particolare attenzione e interesse dal nostro Vescovo diocesano, mons. Luigi Renzo, il quale ha apprezzato moltissimo l’Oratorio sacro, dandone la sua “benedizione”. Oratorio che ha definito "un’opera le cui note e i cui testi ci regalano un sogno ad orecchie e occhi aperti, un dono a tutta la comunità e a tutta la Chiesa, un modo nuovo, originale e riuscito per accostarsi al mistero ed al fascino di don Mottola, che col linguaggio della musica aiuterà di sicuro a meglio conoscere, apprezzare ed amare con intensità e compiutezza questo figlio straordinario di Tropea e della Chiesa".

Un vero e proprio atto d’amore, dunque, espresso nella forma artistica della musica, che mette in evidenza ed esalta la grande sensibilità poetica, umana e spirituale del suo autore e compositore. Ad eseguire l’opera, nella forma musicale del concerto, è stato un numeroso e affiatato ensamble polifonico, ben accordato e ben armonizzato, composto da: un Coro a 4 voci miste di circa settanta cantori (provenienti dai seguenti Cori polifonici: "Dominicus" di Soriano, "Nuova Corale Polifonica" di Vibo Valentia, "Don Giosuè Macrì" di Tropea, "Polifonica Aulos" di Lamezia Terme, "San Sebastiano" di Pernocari, "San Francesco" di Presinaci, "Maria SS. Lauretana" di Ricadi); un’orchestra strumentale di circa trenta musicisti; cinque voci soliste (Ines Epifanio e Rita Valenti, soprano, Franceso Alessio e Fabio Angiò, tenori, Adriano Licastro, basso) e una voce recitante (Paolo Ceraso). Il tutto diretto dallo stesso compositore dell’Oratorio, il maestro Vincenzo Laganà.

Una composizione imponente e solenne, che si è snodata, senza soluzione di continuità, per circa settanta minuti, attraverso dodici frames ispirati alla vita e alle opere di don Mottola. Dodici brani musicali e poetici che ripercorrono idealmente un viaggio spirituale, in cui il coro, l’orchestra, i solisti e la voce recitante si sono articolati e hanno concertato armonicamente, creando un forte magnetismo che ha affascinato, compiaciuto e soddisfatto i presenti. A dare ancora ulteriore intensità alla rappresentazione, un articolato e coinvolgente sviluppo musicale dell’Opera stessa, attraverso l’alternarsi e l’intrecciarsi di momenti di pacata intimità dei solisti con momenti di grande coralità, durante i quali, una forte struttura polifonica e un’orchestra impiegata in tutti i suoi settori, enfatizzava l’atmosfera già musicalmente densa.

Settanta minuti abbondanti di vera ed elevata comunicazione dell’anima e del sentimento, che hanno emozionato profondamente e fatto gioire il numeroso pubblico presente, assorto in una religiosa, appassionata e calorosa partecipazione.
Ad aprire l’Oratorio l’inno “Francesco Servo di Dio”, e già sin dalle sue prime note si è avuta la netta sensazione che quella che si stava per aprire era un’intensa pagina musicale sacra di profonda spiritualità e grande bellezza artistica; una preghiera cantata, grazie alla quale chi si pone in ascolto si eleva spiritualmente. Sin da subito le note e i testi dell’Oratorio hanno fatto risuonare nella Bailica-Cattedrale una coinvolgente armonia, attraverso melodie dolcissime, suggestive ed emozionanti, che hanno trasmesso intatto il fascino e la presenza di una grande e profonda spiritualità. Le emozioni si sono confermate nei brani successivi – introdotti di volta in volta dalla voce recitante –, che hanno ripercorso momenti salienti della vita di don Mottola: il suo amore per la natura, gli albori della sua vocazione, la sua ordinazione sacerdotale, la sua donazione totale a Gesù Cristo, l’esaltazione della Carità, l’abbraccio della Croce come simbolo di salvezza, l’esaltazione del Silenzio mistico, l’istituzione della “Casa della Carità”, fino all’espressione ultima che chiude la sua vita terrena – “Eccomi, eccomi tutto” – e al mandato spirituale – “Andate e portate ovunque l’Amore, la gioia di Cristo Signore” – rivolto alle Oblate del Sacro Cuore, le “Certosine di strada”, come amava chiamarle lui. E sono state proprio loro, le Suore Oblate del Sacro Cuore - assieme al vescovo diocesano, mons. Luigi Renzo - a voler proporre anche a Mileto, dopo Tropea e Vibo Valentia, l’Oratorio sacro “Francesco Servo di Dio”.

A conclusione dell'Oratorio, molto soddisfatto si è dichiarato il vescovo, mons. Renzo, grande sponsor dell'evento, il quale ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento verso tutti gli "attori" dell'Oratorio, e primo fra tutti il suo autore e direttore, il maestro Vincenzo Laganà, per la loro grande e importante attività di conoscenza e diffusione, attraverso questa rappresentazione musicale, della figura e dell'opera di don Mottola, di cui si è augurata una veloce e positiva conclusione della causa di beatificazione, assieme a quelle di Irma Scrugli e Mamma Natuzza.