Vibo, amministrazione comunale in un tunnel. L'Udc: "Questa è una crisi istituzionale"
"Le ultime dinamiche che agitano l’Amministrazione comunale coinvolgono l’intera collettività vibonese chiamata ad interrogarsi se ci siano attualmente le giuste condizioni per superare lo stallo amministrativo che da tempo ormai ingessa il possibile sviluppo della città e le sue legittime ambizioni di crescita meritevoli di un capoluogo di provincia, nonostante a distanza di quasi quattro anni da inizio mandato il programma proposto dal Sindaco sia evidentemente rimasto, perlomeno nei punti più rilevanti, lettera morta. Ebbene, proprio sull’attuazione dei punti più delicati e rilevanti di quel programma si sono dedicati tutta una serie di assessori, anche esterni, proprio perché ritenuti tecnicamente adeguati a governare settori vitali dell’Ente; basti pensare all’Arch. Francesco Alessandria ( lavori pubblici), la dott.ssa Imeneo ed il dott. Macrì (bilancio), l’ing. Russo, oggi l’ing. Sette ed ancor prima l’ing. Romanò (ambiente)". Questa la denuncia del coordinamento dell'Udc di Vibo Valentia guidato dall'ex assessore al Commercio Domenico Console.
I quesiti. "Chi ha nominato e indirizzato questi tecnici? Perché questi tecnici non hanno potuto dare le risposte che i cittadini attendevano? Provare a nominare ulteriori figure tecniche alla guida dei settori nevralgici dell’Ente - proseguono i centristi - costituirebbe l’ennesimo tentativo di addossare le responsabilità del fallimento di questa amministrazione alla politica vibonese da parte di chi, evidentemente, non ha più alibi. Ed infatti: quando sei assessori si dimettono, quando la prima degli eletti della lista antagonista del Sindaco continua da mesi a rivestire la carica di Presidente del Consiglio senza una votazione palese che legittimi il ruolo, quando un terzo del Consiglio comunale propone la verifica della fiducia al Sindaco, quando il gruppo dell’ex Presidente del Consiglio eletto propone la riflessione politica sull’opportunità di un tavolo politico per individuare le cause e le soluzioni per un rilancio dell’azione amministrativa del capoluogo, quando il capogruppo della lista del Sindaco passa all’opposizione, quando di fronte a tutto ciò il Sindaco ritiene di avere, incredibilmente, un “mandato più ampio”; ebbene la crisi da politica si trasforma in istituzionale, si ha, cioè, il senso che qualcuno abbia perso il senso della realtà e delle istituzioni".
"E’ giunto il momento che proprio quella politica - prosegue l'Udc - fatta di sana partecipazione civica ed interpretata anche dai partiti, tenuta volutamente distante dal Sindaco e mai coinvolta concretamente nel perseguimento di obiettivi veramente strategici per la crescita del territorio, si riappropri della sua naturale funzione di confronto democratico per l’individuazione di soluzioni che consentano nel breve il superamento di una insufficiente gestione ordinaria. Infatti, di fronte a problemi di natura straordinaria, ostinarsi nel percorrere con disinvoltura la strada delle larghe intese per la creazione di una Giunta tecnica, senza renderne trasparente il fine, costituirebbe l’ennesima umiliazione della politica su cui si scaricherebbero trasversalmente responsabilità che, viceversa, sono esclusivamente di uomini soli al comando di una barca che fa acqua da tutte le parti. Visto lo stato in cui versa l’amministrazione non è più possibile continuare a rinviare un trasparente dibattito politico tra le forze civiche e politiche che intendono in modo sano offrire una prospettiva nuova e diversa nella gestione della cosa pubblica e del possibile sviluppo della città".
"La politica, infatti - si conclude nella nota - non può essere ridotta a sintesi di forme di governo a conduzione astratta con galleggiamento delle istituzioni, ma deve soprattutto essere senso di responsabilità e talvolta anche di sacrificio immediato per il perseguimento di condizioni migliori nel più breve tempo possibile. Siamo quindi pronti ad un confronto per l’elaborazione di soluzioni e di nuovi progetti politici ed amministrativi interpretati da uomini che diano prova di consapevolezza del ruolo politico ed istituzionale che ricoprono con la conseguente assunzione di responsabilità nell’adozione di decisioni che, seppur dolorose, oggi finiranno inevitabilmente per condizionare il futuro della nostra città".
