Il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto perchè il fatto non costituisce reato gli imputati nel processo per bancarotta fraudolenta della Proserpina Spa, la società incaricata della raccolta dei rifiuti nel Vibonese, fallita alcuni anni addietro. Era stata la stessa Procura a chiedere l'assoluzione degli imputati. Non sono dunque colpevoli, Francesco Pantano, 86 anni, ex amministratore delegato della Proserpina; Domenico Naso, 74 anni, di San Nicolò di Ricadi; Michelangelo Petrolo, 82 anni, di Santa Domenica di Ricadi; Michele Mirabello, 48 anni, di Ricadi, ex consigliere regionale del Pd; Giuseppe Betrò, 71 anni, di Pizzo e Giandomenico Pata, 57 anni, di Vibo Valentia; Giuseppe Ceravolo, 78 anni; Domenico Scuglia, 54 anni, di Vazzano, attuale segretario generale del Comune di Vibo; Gino Citton, 67 anni; Mirella De Vita, 60 anni, di Vibo Valentia e Ciro Orsi, 76 anni.

Il commento di Mirabello. "Finisce un incubo durato 8 anni! Ho ascoltato in silenzio cattiverie e commenti fuori luogo, ho letto articoli in cui alcuni cronisti da quattro soldi (per fortuna non tutti) in mala fede sembravano interessati solo alla mia presenza nel processo, ma dimostravano di non aver mai letto carte e documenti, di non essersi mai posti delle domande, e dunque di essere certi di quella che, alla luce dei fatti, si sarebbe poi rivelata una improbabile condanna. Ho aspettato in silenzio che arrivasse il tempo della giustizia e mi fosse restituita e riconosciuta la piena integrità morale, in una vicenda che ha segnato un così lungo periodo di tempo della mia esistenza e della mia modesta dimensione pubblica. Da tutta questa triste storia, in cui ho dovuto rispondere dell'ingiusta accusa per un reato in teoria molto insidioso ed infamante, come la bancarotta, nonostante da giovane amministratore di una società a capitale pubblico-privato abbia messo tutto il mio impegno, senza mai percepire le indennità previste e senza proporre insinuazione al passivo per ottenerle, ho acquisito maturazione e ho avuto occasione di crescere come uomo e come cittadino.

"Incrollabile la mia integrità morale". "Restano oggi in piedi, incrollabili - ha concluso Mirabello - le mie certezze d'una vita. La mia integrità morale, il mio senso per le istituzioni, la solidarietà e l'amicizia di chi è sempre stato al mio fianco. Fra tutti, un abbraccio speciale al mio amico ed avvocato Patrizio Cuppari. Per la sua competenza, per il piglio con cui mi ha difeso, per l'amicizia che in ogni frangente, in questi lunghi anni, mi ha sempre dimostrato, rassicurandomi e confortandomi quando necessario. Se oggi posso vivere con la giusta serenità questo mio nuovo tempo, in cui la dimensione privata, familiare e professionale prevale nettamente sulla dimensione pubblica, è grazie a tutti quelli che, come Patrizio, mi hanno dimostrato quanto conti confidare nel tempo e nella giustizia".