Per gli azzurri, alla luce della sentenza negativa del Tribunale, si sono rivelati fondati i rilievi mossi in Consiglio rispetto all'opportunità della recente azione giudiziaria . 

Un ente allo sbando, svilito nelle proprie funzioni, depredato delle residue risorse, costretto a gestire l’ordinario in condizioni proibitive. L’amministrazione provincialedi Vibo Valentia  è ormai un’istituzione "fantasma". Le poche competenze rimaste, puntualmente non vengono soddisfatte e l’unica preoccupazione, quella di riuscire a pagare lo stipendio ai dipendenti, si traduce in un incubo allo scadere di ogni mensilità. Ultimo guaio, in ordine di tempo, la sentenza del Tribunale civile di Vibo. Per i giudici gli stipendi dei dipendenti non possono ritenersi crediti privilegiati a danno del pagamento delle rate dei mutui contratti dall’amministrazione se a fare richiesta del mensile non sono i diretti interessati e non solo per tali ragioni. Insomma, non avrebbe dovuto essere la Provincia, ma i singoli a ricorrere e, in ogni caso, l'ordine dato dall'amministrazione provinciale al tesoriere della Provincia (il Monte dei Paschi di Siena) di accantonare le somme per il pagamento delle rate dei mutui con tre istituti di credito è da ritenersi illegittimo perchè esporrebbe lo stesso Mps ad azione legali da parte delle banche e non risolverebbe alcun problema con gli stessi dipendenti dell'ente. Un verdetto dinanzi al quale puntuale è arrivata la presa di posizione di Forza Italia contro l’attuale presidente Andrea Niglia. “I dubbi che abbiamo espresso durante lo scorso Consiglio – si scrive in una nota - purtroppo,  hanno avuto conferma nell’esito della causa. Dubbi, peraltro, che erano stati ampiamente e dettagliatamente motivati dal sottoscritto gruppo consiliare. Dubbi che si sono dimostrati legittimi sia sotto il profilo giuridico che politico. Dubbi che i consiglieri di Fi avevano articolato grazie ad una visione realista della controversia in esame. L’azione giudiziaria intrapresa dalla Provincia – prosegue la nota - ha avuto un costo significativo e ciò in un contesto politico che ha quale priorità il contenimento dei costi pubblici”.  Duplice il profilo di rilevanza. “Il primo afferisce agli esborsi del contezioso, non proprio trascurabile. Il secondo, nel fatto che il risultato si è tradotto in una soccombenza”. Non ha affatto convinto gli azzurri neppure  “la motivazione con cui è stato assegnato l’incarico a un avvocato del Foro di Milano”. “Vicina ai lavoratori e alle loro famiglie,  Forza Italia, aldilà dell’esito negativo della causa e della discutibile gestione politica della vertenza,  pone questa al pari di altre problematiche per un ente in rovina".  Non sfuggono a Giovanni Macrì e soci le questioni legate alla viabilità e all’edilizia scolastica da affrontare “con stringente e lungimirante piglio politico. Urge un’azione determinata, capillare, costante, tenace. In caso contrario, la soccombenza investirà non solo rilevanti questioni amministrative, ma anche vicende politiche dalle quali dipendono le sorti di molte famiglie e della medesima comunità provinciale”. Pesanti anche le conclusioni, prettamente politiche. Per FI è inevitabile “cambiare rotta, orientamento politico, modalità di partecipazione alle dinamiche politico-amministrative e ciò sia nelle scelte ordinarie che in quelle di particolare pregnanza strategica. In caso contrario, l’amministrazione andrebbe incontro ad un altro inevitabile fallimento. Un lusso, in questo contesto, che non ci si può permettere”.