'Ndrangheta nel Vibonese: il clan tra violenza e affari illeciti (NOMI)
La cosca del Monte Poro mantiene il controllo locale tra droga, estorsioni e usura, pur sotto l’egida dei Mancuso

La cosca Accorinti‑Fiammingo opera nei comuni del Monte Poro – Zungri, Spilinga, Rombiolo e Drapia – nella provincia di Vibo Valentia. Giuridicamente riconosciuta durante l’operazione “Costa Pulita” del 2020, il clan è considerato una delle principali articolazioni locali legate alla famiglia Mancuso di Limbadi, con cui mantiene rapporti di collaborazione e subordine.
Secondo le dichiarazioni del pentito Angiolino Servello, il gruppo ha avuto contatti anche con i Tripodi, concentrandosi su traffico di droga, controllo del territorio, usura ed estorsioni a imprenditori locali. Episodi violenti come l’omicidio di Raffaele Fiammingo e il ferimento di Francesco Mancuso nel 2003 hanno segnato la storia del clan, sospendendo vendette e suggerendo trattative interne alla criminalità regionale.
Il ruolo del clan nell’operazione Rinascita‑Scott (2019‑2021) ha confermato la sua esistenza e il grado di penetrazione nel territorio, con Giuseppe Antonino Accorinti al vertice della locale di Zungri. Nonostante tensioni e rivalità, il gruppo ha mantenuto strutture autonome pur rimanendo parte della rete delle ‘ndrine vibonese, dimostrando come le cosche minori riescano a ritagliarsi spazi di potere all’interno di alleanze più vaste.
