Il gup del Tribunale di Catanzaro ha inoltre sospeso il processo per i latitanti coinvolti nell'operazione Stammer, fissando al 6 dicembre 2018 la data della prosecuzione

Un altro rinvio a giudizio e altri quattro imputati ammessi al rito abbreviato nell’ambito dell’operazione Stammer, con la quale la Dda di Catanzaro ha inferto un duro colpo ad un’organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetistico capace di pianificare l’importazione di 8 tonnellate di cocaina dal Sud America, in particolare dalla Colombia. In particolare il gup del Tribunale di Catanzaro Assunta Maiore, ha mandato a processo Franco Greco, 44 anni, nato a Marcedusa e residente a Mesoraca, processo che inizierà il 24 gennaio davanti al Tribunale di Vibo Valentia. Ammessi al rito abbreviato Anna Palazzo, 61 anni, di Palermo, Gianluca Petitto, 21 anni, di Vibo, prima all’ordinario e due posizioni che erano state stralciate per difetti di notifica durante l’udienza del 25 ottobre e oggi riunite : Michele Villì, 41 anni, residente a Milano e Angelo Rizzuto, 34 anni, di Palermo. Gli abbreviati, che salgono a 39, proseguiranno il prossimo 5 febbraio. Resta ancora da definire la posizione di Mario Pititto, 29 anni, residente a Rosarno posizione che verrà chiarita 5 febbraio. Il legale difensore in aula ha prodotto una serie di documenti e il pm Camillo Falvo ha chiesto 40 giorni per esaminare le carte.

I latitanti. Il gup ha inoltre deciso di sospendere il processo per i latitanti, stabilendo a loro carico la data di prosecuzione per il 6 dicembre 2018, previa cattura. Si tratta di Sandra Milena Rios Bedoya, alias “Natalia”, Leonardo Caeiro Campos, alias “Cristobal”, Eduardo Jaime, Cano Sucerquia, Harol Yulman Da Costa Gomez Pineda, Jaime, Eduardo Cristofer Karlsson, alias “El Coronel” e Sergio Minotti.

Gli altri imputati ammessi al rito abbreviato. Francesco Ventrici, 45 anni, di San Calogero, residente a Bentivoglio (Bo), broker internazionale della cocaina e già condannato nelle operazioni “Decollo” e “Due torri connection”; Oksana Verman, 41 anni, ucraina residente a Vibo Valentia, collaboratrice di giustizia; Rosario Arcuri, detto “Saro il vecchio”, 64 anni, di Rosarno; Massimiliano Bufalini, 41 anni, di Supino (Fr); Francesco Buonvicino, 46 anni, di Mesoraca (Kr); Antonino Cannizzaro, 50 anni, di Rosarno; Gregorio Cannizzaro, 50 anni, di Rosarno; Giuseppe Capano, 48 anni, di Vibo Valentia, residente a Breno (BS); Wael Chanboura, 37 anni, libanese, residente a Forlì; Rocco Cutrì, 36 anni, di Sinopoli (Rc), ma dimorante ad Aprilia (Lt); Pasquale Feroleto, 43 anni, di Lamezia Terme; Antonino Fogliaro, 41 anni, di Mileto, residente a Reggio Calabria; Domenico Iannello, 40 anni, di Mileto; Giuseppe Iannello, 28 anni, di San Calogero; Domenico Lentini, 50 anni, di Oppido Mamertina (Rc), residente a San Marcello Pistoiese (Pt); Aurelio Mandica, 37 anni, originario di Messina ma residente a Frosinone; Luigi Mannarino, 32 anni, di Mesoraca (Kr); Giuseppe Mercuri, 58 anni, di San Calogero; Carlo Mussari, 41 anni, di Marcedusa; Giuseppe Vittorio Petullà, 59 anni, di Mileto, residente a Carate Brianza (Mb); Salvatore Pititto, 49 anni, di Mileto; Massimo Polito, 34 anni, di Mileto; Ergys Rexha, 28 anni, albanese;  Calogero Rizzuto, 65 anni, di Palermo; Francesco Serrao, 50 anni, di Mesoraca; Domenico Stagno, 50 anni, di San Calogero, residente a Sala Bolognese (Bo); Filippo Fiarè, 60 anni, di San Gregorio d’Ippona (Vv); Giuseppe Iannello, 28 anni, di San Calogero; Salvatore Paladino, 58 anni, di Rosarno; Antonio Ruggiero, 40 anni, di Vibo Valentia; Armando Galati, 63 anni, di Mileto; Fortunato Baldo, 22 anni, di Mileto; Enzo Messina, 50 anni, di San Pietro Casale (Bo); Mariantonia Mesiano, 46 anni, di Mileto; Giuseppe Pititto, 25 anni, di Mileto; Giuseppe Grimaldi, 36 anni, di Mesoraca.

Il castello accusatorio. Secondo le ipotesi di accusa, i clan della ‘ndrangheta vibonese avrebbero stipulato accordi direttamente con i “cartelli colombiani” per l’importazione della cocaina in Italia, confermando quanto già emerso in altre operazioni, come in “Decollo” o “Overing”: il predomino delle cosche vibonesi nel narcotraffico internazionale. Le indagini, in particolare, hanno consentito di disarticolare un’organizzazione estremamente complessa, composta da diversi sodalizi criminali, riconducibili alla ‘ndrina Fiare’ di San Gregorio d’Ippona, alla ‘ndrina Pititto-Prostamo-Iannello di Mileto, ed al gruppo egemone sulla contigua San Calogero, organizzazioni satellite rispetto alla più nota ed egemone cosca dei Mancuso di Limbadi.

Il collegio difensivo. Tra gli avvocati impegnati nel processo compaiono i nomi di Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Giovanni Vecchio, Nicola Cantafora, Leopoldo Marchese, Sergio Rotundo, Gregorio Viscomi, Francesco Muzzopappa, Michelangelo Miceli, Antonio Porcelli, Guido Contestabile, Valentina Natale,  Giuseppe Bagnato,  Gianfranco Giunta, Mario Santambrogio, Luigi Gullo, Rocco Romellano, Carmen Di Meo, Fausto Bruzzese, Gabriele Bordoni, Salvatore Iannone, Calogero Vella, Carlo Petitto, Pietro Sammarco, Stafania Pattarello, Giacomo Curti, Francesco Schimio, Salvatore Cerra,  Francesco Gigliotti e Massimo Scuteri. (ga. pa)