Sconto di pena per il boss Francesco Mancuso. Potrebbe tornare libero nel 2021
La Corte d'Appello di Catanzaro presieduta dal giudice Gabriella Reillo (consiglieri Domenico Commodaro e Francesca Garofalo) ha rideterminato la pena nei confronti del boss di Limbadi Francesco Mancuso, conosciuto come "Ciccio Tabacco" accogliendo le argomentazioni presentate dagli avvocati Giuseppe Di Renzo, Francesco Schimio e Guido Contestabile. I giudici hanno ravvisato la continuazione tra il reato di associazione mafiosa contestato in due diverse inchieste: "Dinasty" e "Genesi". Così la pena finale è stata complessivamente rideterminata in 11 anni e 4 anni di reclusione. Avendo già scontato i 9 anni e 8 mesi di reclusione per la condanna in via definitiva incassata nel processo "Dinasty", Mancuso potrebbe quindi tornare in libertà nel 2021 in quanto stava scontando un ultimo residuo di pena a sei anni, con lo sconto, ridotto a due.
Il profilo. Scampato ad un agguato compiuto a Spilinga nel 2003 nel quale rimase ucciso Raffaele Fiammingo, Francesco Mancuso ha oggi 63 anni ed è considerato dagli inquirenti esponente di spicco della cosca di Limbadi, al vertice di una delle articolazioni in cui il clan risulterebbe diviso. E' il fratello di Giuseppe, alias "'Mbroghia" che i collaboratori di giustizia non esitano a definire come un boss sanguinario, e di Diego e Pantaleone, quest'ultimo soprannominato l'ingegnere, padre del primo pentito del potente casato vibonese, Emanuele Mancuso. La sorella Rosaria Mancuso è invece in carcere per l'autobomba che nell'aprile del 2018 uccise Matteo Vinci nelle campagne di Limbadi.
